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Il personaggio: Oshii Mamoru
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Un uomo minuto e gentile, con un viso da folletto e gli occhi che ridono. E' Oshii Mamoru, l'autore dei due "Ghost In The Shell", anime ultra-intellettuali, nonchè il disegnatore dei popolari cartoni animati "Yattaman" e "Lamù".
In Italia ha un suo circolo ristretto di seguaci, che lo hanno potuto incontrare e vedere di persona all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove Oshii Mamoru ha presentato il mockumentary "Le Straordinarie Vite Dei Maestri Del Fast Food". Un film di unisce meraviglia visiva a considerazioni filosofiche, storia del Giappone e storia dei noodles. "Le Straordinarie Vite Dei Maestri Del Fast Food" si presenta come uno studio su otto false figure storiche che elevano ad arte l'atto di scroccare cibo dai "tachigui", tipici banchetti giapponesi, che vendono spaghetti soba da mangiare in piedi.
"Ogni figura che ho creato è riconducibile ad un momento storico del Giappone: il Maestro Ginji, che abbindola il venditore di soba con sermoni fittizi sul significato del cibo che sta mangiando, è il simbolo del dopoguerra, in cui il paese non era ancora economicamente ricco, ma spingeva avanti la propria cultura; la bella Crocchetta Volpina O-Gin, che ostenta il lusso di intingere una crocchetta nel brodo del soba, rimanda alle lotte politiche degli anni '60; l'eterno perdente Guaito Inumaru, che si realizza nel fallimento dei suoi tentativi di scroccare, rappresenta gli orfani delle lotte politiche, l'equivalente umano dei tanti cani randagi che riempivano le strade del Giappone. E così via".
Oshii-san, anche questo film, come già "Ghost In The Shell", è sovraccarico di riferimenti alla filosofia occidentale: come si rapporta al contrasto culturale fra oriente e occidente? Sente di tradire le proprie radici? E come è venuto a contatto con la filosofia occidentale?
"Artisticamente, l'Europa mi ha sempre influenzato molto, ho guardato molti film europei e ho letto molta filosofia; anche il Vecchio Testamento è stato fonte di ispirazione: era un modo per staccarmi dal mio background culturale tradizionale. La mia generazione ha voluto staccarsi sia dalla tradizione, sia dall'egemonia culturale americana, così si è affidata a due pensieri forti di matrice europea: quello marxista e quello religioso. Il problema è che dopo il crollo del marxismo, molti di coloro che vi avevano riposto ogni speranza si sono ritrovati a mani vuote: per questo io ho rifiutato entrambi i pensieri forti e ho dedicato attenzione alla filosofia".
Il peso dell'Europa è certamente fortissimo nel suo cinema, ma in questo film viene anche toccata la questione dell'estremismo nazionalistico: non a caso la morte del Maestro Tasso Freddo Masa, che viene assassinato dopo l'ennesimo scrocco, viene accostata al clamoroso gesto di Yukio Mishima nel 1980.
"Non credo che Mishima vada considerato un nazionalista tout-court: il suo gesto è stata piuttosto la reazione alla tendenza giapponese a farsi colonizzare culturalmente dall'America; ha voluto riaffermare i valori culturali del Giappone in contrasto all'avanzare di una cultura straniera che rischiava di soffocarla. Io ho un ricordo limpidissimo di quell'episodio, ma purtroppo temo che gran parte dei miei coetanei non ne abbia capito il reale significato".
Parliamo dell'aspetto visivo del film: per girarlo, lei ha inventato un sistema di animazione, la superlivemation, che si basa su fotografie digitalizzate e mosse sullo schermo; un inedito misto di semplicità e tecnologia.
"Mi piace sperimentare nuovi metodi di animazione; in questo caso ho voluto dare alla mia tecnica un nome astruso e giocoso apposta. Ma mentre la superlivemation si basa su immagini fisse che in seguito vengono mosse, in futuro vorrei fare lo stesso partendo da immagini in movimento, un po' come fa l'austriaco Virgil Widrich. Ho la fortuna di essere spesso chiamato a far parte delle giurie di vari festival di animazione, perciò ho la possibilità di vedere come lavorano altri registi e di farmi venire idee sempre nuove".
E ora la domanda di rito: le è piaciuta Venezia? Era la prima volta che veniva qui?
"Venezia è un luogo molto affascinante; in un certo senso mi ricorda Tokyo perché entrambe hanno molti canali, ma allo stesso tempo è un ambiente inconcepibile in Giappone. Vi ambienterei volentieri un film di fantascienza pieno di macchinari bizzarri e navi ad alta velocità che sfrecciano sul Canal Grande. E poi anche qui ho trovato la cultura del mangiare in piedi: il ponte di Rialto è pieno di gente che mangia tranci di pizza!"
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