Risplende più vivo "L'oro di Napoli"
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Fu un anno d'oro per il cinema italiano e non solo. In Italia fu l'anno della rivalità tra Visconti e Fellini al Lido di Venezia. Era il 1954, l'anno in cui uscirono "Senso" e "La strada", anche se al botteghino vinceva la marescialla Lollobrigida con "Pane Amore e Gelosia" di Luigi Corbucci.
Fellini suscitò non poche perplessità a Venezia, dove "La strada" fu assunto come il contraltare di "Senso" di Luchino Visconti . Si sa che i critici amano generalizzare e creare tendenze e queste due pellicole furono prese ad esempio del duello che si era creato in quegli anni fra cinema della fantasia e cinema dell'impegno. Pur avendo ottenuto un Leone d'argento, "La strada" stentò a farsi apprezzare in Italia; ma si riscattò poi negli Stati Uniti, dove il 27 marzo 1957 ottenne l'Oscar per il miglior film straniero.
Ma torniamo al 1954. A scorrere i titoli usciti quell'anno, ce n'è di film rimasti nella storia del cinema. Alcuni provenienti da Hollywood e non solo. Da "La finestra sul cortile" ai "Sette Samurai" con cui in Europa conoscemmo Kurosawa e i Giapponesi, da "Fronte del porto" a "Sabrina" fino a "Grisbì" con Jean Gabin dell'ormai dimenticato Jean Becker. E in questa folta schiera di pellicole da ricordare c'era anche "L'oro di Napoli" di Vittorio De Sica.
Un piccolo gioiello a episodi, sceneggiato da Vittorio De Sica, Giuseppe Marotta, Cesare Zavattini e tratto dal racconto “Trent'anni, diconsi trenta” dello stesso Marotta. Con un cast si direbbe oggi "all star": Totò, Sophia Loren, Paolo Stoppa, Eduardo de Filippo, Silvana Mangano, Vittorio De Sica. Un film che regge ai segni del tempo più di quanto possano fare "Fronte del porto" e "Sabrina", pellicole oggi un po' datate.
Si parte subito con Totò. L'episodio "Il guappo" è il primo. E questo fatto un po' spiazzò il Principe De Curtis. Nella rivista, ambiente in cui si era formato Totò, il primo quadro viene assegnato al componente meno importante della compagnia. E questo fatto non lo metteva certo di buon umore. Fu un colloquio con De Sica a chiarire l'equivoco . E alla fine il critico Aristarco poté scrivere in una cronaca dell'epoca: "Il vero , autentico oro è proprio [..] nel saper guidare e controllare la maturità espresiva di un Eduardo e di un Totò...".
Tra le curiosità su questo episodio si legge sul sito dedicato a Totò: "Per il ruolo di " don Carmine " il regista De Sica scelse un vero guappo del rione Sanità, ma dopo un provino incerto decide di scartarlo: la situazione si fa drammatica un vero guappo non può accettare un rifiuto e De Sica si vide costretto ad accettarlo nella parte" .
In "Pizze a credito " un pizzaiolo si accorge che la moglie ha smarrito un prezioso anello. La donna gli fa intendere di averlo perduto, ma in seguito ricorda di averlo lasciato in casa dell'amante. "I giocatori " racconta di un nobile maniaco delle carte che costringe il figlio del portiere a giocare con lui. "Teresa" è la storia di un uomo che sposa una prostituta per punirsi, e, infine, "Il professore" racconta di come Don Ersilio abbia insegnato agli abitanti del suo quartiere a liberarsi dell'invadenza di un nobile. L'episodio tagliato, dal titolo "Il funeralino", è tratto da un soggetto originale di Cesare Zavattini e c'è chi potrà vederlo finalmente a Torino in tutto il suo splendore. L'Associazione Museo Nazionale del Cinema, il Museo Nazionale del Cinema, l'Associazione Città del Cinema e FilmAuro in collaborazione con l'Associazione Amici di Vittorio De Sica presentano il 3 maggio 2006 alle ore 21.15 al Cinema Massimo la pellicola di De Sica da poco restaurata.
Il film proprio in questi giorni torna agli antichi fasti grazie al restauro, curato da Aurelio De Laurentiis per FilmAuro. La versione integrale dell'episodio "Il funeralino" narra delle esequie di un bambino e che fu giudicato nel 1954 troppo drammatico per un film natalizio. La durata dell'opera passa così da 118 a 140 minuti.
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| Il commissario Cattani e i sacerdoti del cinema |
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Testa a testa tra Ecce Bombo e il Commisario Cattani. Tra Nanni Moretti e Michele Placido. La sfida si avrà ai David di Donatello, che verranno assegnati il 21 aprile.
I loro due film, infatti, "Il Caimano" e "Romanzo Criminale", hanno ricevuto 13 candidature a testa. Le nomination hanno dato il la a Placido per polemizzare. Non tanto con il collega regista, per il quale ha anche recitato ne "Il Caimano".
Il bersaglio era piuttosto qualche celebre firma del nostro giornalismo...
Del resto lo stesso Placido lo sottolinea: "La grossa consolazione dei David sta nell'ottenere il rispetto dei colleghi, perché altri soldi al botteghino...".
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| Anticipazioni: che fine ha fatto il sogno americano? |
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Che cosa hanno in comune una bella bionda, un ebreo ortodosso e un terrorista arabo? Sono alcuni dei protagonisti di "American Dreamz", l'ultimo film di Paul Weitz . Ed oltre ad essere tre incompetenti totali, i tre tipi sono accomunati da un desidero: apparire in televisione. E chi se ne importa di essere derisi e quasi umiliati per la celebrità. L'importante è che questo avvenga davanti a milioni di persone.
Un'idea poi neanche tanto lontana dai nostri usi e costumi, se si pensa che tra "Grandi fratelli", "Isole dei famosi" e "Fattorie" della TV nostrana. E infatti il bersaglio di "American Dreamz" sono i reality e dintorni. Quali dintorni? scopriamolo.
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