Il commissario Cattani e i sacerdoti del cinema
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Testa a testa tra Ecce Bombo e il Commisario Cattani. Tra Nanni Moretti e Michele Placido. La sfida si avrà ai David di Donatello, che verranno assegnati il 21 aprile. I loro due film, infatti, "Il Caimano" e "Romanzo Criminale", hanno ricevuto 13 candidature a testa.
Presente all'annuncio il produttore de "Il caimano" Angelo Barbagallo che ha affermato: "E' un anno importante per il cinema italiano ed è importante che ci siamo anche noi. Fa piacere vedere che il testa a testa sia tra noi e 'Romanzo criminale', un film che mi è piaciuto molto e che, seppure in modo diverso da 'Il caimano', racconta comunque un pezzo della nostra vita e della storia di questo Paese".
Quanto a Michele Placido invece le nomination gli hanno dato lo spunto per polemizzare. Non tanto con il collega regista, per il quale ha anche recitato ne "Il Caimano". Il bersaglio era piuttosto qualche celebre firma del nostro giornalismo, "quei sacerdoti che parlano di Moretti come fosse l'unico regista italiano a fare qualcosa di buono". E in cima alla lista dei sacerdoti campeggia il nome di Curzio Maltese, reo di aver definito "Il Caimano" e il suo regista gli unici italiani esportabili.
Ma qualche stoccata arriva anche ai colleghi.
"Il mio impegno è in netta contrapposizione ai registi autori che si promuovono a star e pretendono di essere protagonisti di tutto: non mi piace il culto della personalità. Io sono come Monicelli, sono artigianale".
E chi sarebbero questi autori che coltivano il culto della personalità? Andiamo per esclusione ?
Perché non sarebbero allora da esportazione nomi "quali Salvatores, Tornatore, Amelio, Sorrentino, io stesso, Marra e altri che si ostinano con passione e umiltà a tenere alta la bandiera del cinema italiano, nonostante i tagli al Fus e altre difficoltà"? si chiede Michele Placido.
A margine sono tre i commenti che sorgono spontanei. Il primo in forma di domanda: perché a dare giudizi su un film e sul cinema italiano deve essere chiamato in ballo Maltese, che notoriamente è un valente editorialista, ma con il cinema non ci azzecca nulla? Abbiamo critici di ottima levatura, non basta il loro imprimatur? Il secondo in forma di esclamazione: evviva Placido! Se non ci fosse lui a mettere un po' di sale su queste premiazioni, ci sarebbe probabilmente di che annoiarsi. Se la formula della notte degli Oscar inizia a mostrare i primi segni di stanchezza, figuriamoci la serata dei David che non ha mai volato alto. Del resto lo stesso Placido lo sottolinea in un'intervista a "La Stampa": "E poi, parliamoci chiaro, la grossa consolazione dei David sta nell'ottenere il rispetto dei colleghi, perché altri soldi al botteghino il premio non ne porta".
E il fatto che nessuno dei colleghi stimati da Placido sia in lizza per il David? E' un caso? Un ottimo piazzamento in fatto di nomination l'ha avuto anche "Il mio miglior nemico" di Carlo Verdone che ottiene 11 nomination. Un regista anche più esportabile di Moretti.
Seguono "Notte prima degli esami" di Fausto Brizzi con 10 che ha battuto "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini con sei candidature a pari merito con "La terra" di Sergio Rubini . Altri ex-aequo: "La seconda notte di nozze" di Pupi Avati e "La febbre" di Alessandro D'Alatri con 4 nomination. E poi "Arrivederci, amore ciao" di Michele Soavi e "Fuoco su di me" di Lamberto Lambertini con 3 nomination.
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| Il vero mattatore dei Nastri d'Argento è stato Placido |
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E' stato Michele Placido il mattatore della sessantesima edizione dei Nastri d'Argento. Il suo "Romanzo criminale", ispirato all'omonimo libro di Giancarlo De Cataldo è stato il vero tionfatore di quest'edizione. Il film sulla banda della Magliana si era aggiudicato dieci candidature e cinque sono stati i nastri: tra cui quello come miglior pellicola italiana, il miglior attore protagonista - ex-aequo ai tre interpreti principali. E ancora il premio per la migliore produzione.
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| Cinema e letture, se Ang Lee riporta in libreria Annie Proulx |
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Lee provieneTaiwan eppure chi meglio di lui in questi ultimi anni ci ha fornitio illuminanti scorci sull'America? Soprattutto con due pellicole precedenti: "Tempesta di ghiaccio " (1997), interpretato da Kevin Kline, Sigourney Weaver e Christina Ricci, e "Cavalcando con il diavolo " (1999). E adesso anche con il discusso "Brokeback Mountain" che al di là del giudizio critico ha il pregio di farci conoscere un altro pezzo di America, la pluripremiata scrittice Annie Proulx. Lee infatti ha tradotto per il grande schermo una novella che Annie Proulx aveva già pubblicato nel 1997 su "The New Yorker" e che ora, sull'onda del successo della pellicola americana, esce in un singolo volume edito da Baldini & Castoldi, con il titolo "I segreti di Brodeback Mountain".
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