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12/02/2006
di Sabina Prestipino
Il vero mattatore dei Nastri d'Argento è stato Placido
E' stato Michele Placido il mattatore della sessantesima edizione dei Nastri d'Argento,  i premi assegnati ogni anno dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici (Sngci). Il suo "Romanzo criminale", ispirato all'omonimo libro di Giancarlo De Cataldo è stato il vero tionfatore di quest'edizione. Il film sulla banda della Magliana si era aggiudicato dieci candidature  e se ne è aggiudicato cinque: tra cui quello come miglior pellicola italiana, e per il miglior attore protagonista - ex-aequo ai tre interpreti principali, Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart e Pierfrancesco Favino. E ancora  il premio per la migliore produzione. Una bella soddisfazione per Riccardo Tozzi e la sua Cattleya, in lizza anche per "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini, il film italiano candidato agli Oscar e "Quando sei nato non puoi più nasconderti" di Marco Tullio Giordana, il miglior montaggio e miglior sonoro in presa diretta.
Tra gli attori sono stati premiati:  Katia Ricciarelli, come protagonista della "Seconda notte di nozze" di Pupi Avati e Carlo Verdone e Angela Finocchiaro, come non protagonisti, rispettivamente, di "Manuale d'amore" (film premiato anche per la sceneggaitura) e "La bestia nel cuore".
Benigni invece ha fatto tris, assieme a Vincenzo Cerami si è aggiudicato il premio per il miglior soggetto. E inoltre sono stati premiati: Nicola Piovani per le musiche e Fabio Cianchetti per la fotografia de "La tigre e la neve". L'unico film che è stato un po' penalizzato è stato "La Febbre" di Alessandro D'Alatri: otto nomination, solo due premi per le musiche e la canzone ("Mentre tutto scorre" dei Negramaro).
Francesco Munzi si è aggiudicato il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente per "Saimir". Nessuna sorpresa per il miglior film straniero: "Million Dollar Baby" di Clint Eastwood. Sabina Guzzanti è stata premiata per il miglior documentario: "Viva Zapatero!". Menzione speciale a Stefano Rulli per un altro documentario, "Un silenzio particolare".
Cinema e letture, se Ang Lee riporta in libreria Annie Proulx

Lee provieneTaiwan eppure chi meglio di lui in questi ultimi anni ci ha fornitio illuminanti scorci sull'America? Soprattutto con due pellicole precedenti: "Tempesta di ghiaccio " (1997), interpretato da Kevin Kline, Sigourney Weaver e Christina Ricci, e "Cavalcando con il diavolo " (1999). E adesso anche con il discusso "Brokeback Mountain" che al di là del giudizio critico ha il pregio di farci conoscere un altro pezzo di America, la pluripremiata scrittice Annie Proulx.  Lee infatti ha tradotto per il grande schermo una novella che Annie Proulx aveva già pubblicato nel 1997 su "The New Yorker" e che ora, sull'onda del successo della pellicola americana, esce in un singolo volume edito da Baldini & Castoldi, con il titolo "I segreti di Brodeback Mountain".

Jemma: il lungo sonno delle fanciulle di Wedekind

Il 2005 è stato l'anno del ritorno di Ottavio Jemma, prima in libreria e poi al cinema. In libreria con "Sunset Boulevard" (Filema Editore), un "pamphlet" dotato di vis polemica che ti tiene ben arzillo davanti alla pagina. Il suo ritorno al cinema si deve a John Irvin il regista de "L'educazione fisica delle fanciulle", che prende le mosse da una sceneggiatura scritta a quattro mani da Jenna con Lattuada, rimasta per anni in un cassetto. Jemma ci ha parlato dell'adattamento cinematografico del romanzo di Wedekind "Mine Ha-ha" compresa la spiegazione del significato del titolo.

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