Torna alla Home
Sezione Speciali
Contattaci
19/10/2005
di Francesco Prestipino
E con Kazan il Museo del cinema lancia un nuovo appuntamento annuale
Ha ricevuto due Oscar per la miglior regia nel 1948 per "Barriera invisibile" e nel 1955 per "Fronte del porto". Tre nomination per "Un tram che si chiama desiderio" (1951), "La valle dell'Eden" e "America, America" (1963). Nel 1999 riceve a Los Angeles un Oscar alla carriera, non senza qualche mugugno da parte di alcuni membri dell'Academy, per i suoi trascorsi di delatore in pieno maccartismo. Si tratta, come avrete capito, di Elia Kazan, che nel 1952, infatti aveva collaborato a stilare la lista nera dei "comunisti" di Hollywood.

Ma a Torino non verrà ricordato tanto per questo, ma per i suoi ottimi film. Al Museo del Cinema del capoluogo piemontese fino al 31 ottobre è di scena la prima personale completa su Kazan, curata da Stefano Boni (Museo Nazionale del Cinema) e Jim Healy (George Eastman House).
L'occasione, per quanti amano il cinema classico americano, è di quelle davvero ghiotte: 19 lungometraggi girati da Kazan, due film di Anatole Litvak in cui Kazan figura come attore non protagonista ("City for Conquest", 1940; "Blues in the Night", 1941) e "Wanda" (1971), diretto e interpretato da Barbara Loden, sua seconda moglie. Le copie, tutte in versione originale con sottotitoli elettronici in italiano, sono in gran parte frutto di operazioni di restauro o ristampa compiute dagli Studios americani, Warner Bros. e 20th Century Fox in particolare. Accanto alla retrospettiva, il Dams dell’Università di Torino organizza il 20 e 21 ottobre 2005, un convegno internazionale dedicato a Kazan.
Figlio di immigrati greco-turchi, Kazan nasce a Costantinopoli il 7 settembre 1909. A 4 anni si ritrova a New York, dove i genitori avviano un'attività di commercio di tappeti. Studia teatro all'università, entrando poi in gruppi artistici d'avanguardia in cui fa di tutto, dall'attore al regista. I suoi primi passi li muove nel campo del teatro.
Negli anni '40 arriva anche il successo a Broadway con "Un tram che si chiama desiderio" e "Morte di un commesso viaggiatore". Sarà lui a lanciare alcune figure ormai mitologiche del cinema americano anni '50, come James Dean in "La valle dell'Eden". Ma anche Marlon Brando e Montgomery Clift. Tutti attori provenienti dal celebre Actor's Studio, la scuola di recitazione ispirata al metodo Stanislavskij e fondata dallo stesso Kazan nel 1948 insieme a Lee Strasberg e Cheryl Crawford.
“La retrospettiva completa di Elia Kazan rappresenta il primo, doveroso tributo ad uno dei grandi autori del cinema classico americano, a poco più di un anno dalla sua scomparsa – sottolinea Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema - Fra i numerosi cineasti immigrati che hanno contribuito alla fortuna di Hollywood, Kazan rappresenta sicuramente una delle voci più autorevoli e influenti. Grandissimo direttore d’attori (basti ricordare che con lui hanno esordito in ruoli da protagonista sia Marlon Brando che James Dean), Kazan ha esercitato uno sguardo critico sui molti problemi che hanno agitato la società americana in quegli anni, offrendone una rappresentazione insieme lucida e complessa, mai riconducibile a facili schematismi o a soluzioni compromissorie".
La rassegna inaugura un appuntamento annuale con i grandi autori del cinema classico, curata dal Museo torinese. Per l'anno prossimo è già in preparazione una retrospettiva completa dedicata a John Huston, in occasione del centenario della sua nascita.
Cinque candeline per il Museo del Cinema
Cinque candeline per il Museo Nazionale del Cinema di Torino.
O meglio il primo lustro di questo secolo alla Mole Antoneliana, i primi cinque anni del nuovo allestimento. Il Museo di anni alle spalle ne ha ben di piu'.
Tutto comincio' negli anni '40. Sull'agendina di "Madama Pelicula" alla data 8 giugno 1941 si poteva leggere "pensato il museo".
  1997-2004 ottoemezzo.com