Torna alla Home
Sezione Speciali
Contattaci
07/10/2005
di Sabina Prestipino
Nuovo corso per la Cinémathèque Française
Dalla fine del febbraio scorso era stata chiusa al pubblico. Ora rinasce a nuova vita. E' la Cinémathèque Française di Parigi, luogo ormai quasi leggendario per i cinefili di mezzo mondo. E non solo.Fu proprio dalla Cinémathèque che presero piede le proteste studentesche del 1968 immortalate anche recentemente in “The Dreamers” di Bernardo Bertolucci.
Dal 26 settembre scorso però la Cinémathèque non si identifica più con il Palais de Chaillot. La celebre istituzione infatti ha riaperto i battenti, non più nella sua sede storica, dove peraltro si sono formati i più famosi registi della Nouvelle Vague come Godard, Truffaut, Rivette e Resnais, ma in Rue Bercy, al numero 51 per la precisione, nel palazzo del Centro di Cultura Americano, disegnato dall'architetto Frank Gehry, completamente ristrutturato dal francese Dominique Brard.
Non sono mancati i mugugni da parte dei nostalgici. Ma del resto come ha sottolineato il produttore Claude Berri, presidente dell'istituzione, modernizzarsi non equivale necessariamente a perdere la propria anima.
Quattro sale cinematografiche, una libreria fornitissima, un patrimonio di 500 mila foto originali, e un'area espositiva di 14 mila metri quadrati, ecco in breve la nuova Cinémathèque.
E a tenerla a battesimo è stata la mostra Renoir/Renoir”, uno sguardo incrociato tra cinema e pittura, i cui protagonisti sono il grande pittore impressionista, Pierre-Auguste Renoir e suo figlio Jean, il cineasta. L'inaugurazione è stata un evento mondano con seicento invitati, tra cui alcuni ospiti d'eccezione come Martin Scorsese, intervenuto in qualità di fondatore della Film Fondation.
In calendario fino al 9 gennaio 2006, la mostra è stata realizzata in collaborazione con il Mueso d'Orsay, e ci fa scoprire aspetti inediti della famiglia Renoir, estremamente legata alle arti generazione dopo generazione. Tutti i figli del maestro dell'impressionismo francese Pierre-Auguste Renoir si appassionarono ognuno ad una pratica artistica. Jean fu l'unico dei figli a diventare famoso, in qualità di regista, ma anche i suoi fratelli lavorarono nel campo dell'arte. Pierre Renoir era un attore (compare in quattro film del fratello) e sua sorella Coco una ceramista. Il figlio di Pierre poi lavorò a fianco dello zio regista come direttore della fotografia dal 1932 al 1956.
Due le donne,  che influenzeranno l'arte del pittore e quella del cineasta. La prima è Gabrielle, una delle modelle di Pierre-Auguste nonché la tata di Jean. E' lei che inizierà il piccolo Jean alla proiezione di film in tenera età. La seconda Catherine Hessling, ultima modella del pittore ed eroina esclusiva dei primi cinque film muti di Jean, nonché sua moglie.
Istituita nel 1936 da Henry Langlois, la nuova Cinémathèque manterrà un'esposizione permanente, allestita nell'edificio di Rue Bercy, intitolata "Passione Cinema". Tra i cimeli in mostra vanno citati un costume di scena originale di Vivien Leigh indossato nel celebre “Via col vento” e la testa della madre mummificata di Norman Bates di “Psycho” che, narrano le cronache, Alfred Hitchcock in persona avrebbe inviato al primo direttore della Cinémathèque, Langlois. E ancora vestiti indossati da Brigitte Bardot, Marlene Dietrich, Douglas Fairbanks, Bette Davis, ma anche Maria, il robot di "Metropolis" di Fritz Lang.
Talento e passione: questa è la Shool of Sound

Immaginate un gruppo di persone di grande talento che amano il loro mestiere, che lo svolgono con onestà e curiosità, senza presunzione ma con il desiderio di fare qualcosa di buono e di farlo bene; immaginate che queste persone lavorino per gente come David Fincher, Spike Jonze, Martin Scorsese, Jean-Luc Godard, o che i loro film siano presentati nei principali festival cinematografici, o che semplicemente creino splendide opere d'arte; queste persone parlano con passione, humour e leggerezza ad una platea di giovani che bevono avidamente ogni loro parola, ridono alle frequenti battute degli oratori, si incantano davanti ai loro risultati, ne traggono stimoli e spunti. Questa è la School of Sound.

  1997-2004 ottoemezzo.com