| Cinque candeline per il Museo del Cinema
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Cinque candeline per il Museo Nazionale del Cinema di Torino. O meglio il primo lustro di questo secolo alla Mole Antoneliana, i primi cinque anni del nuovo allestimento. Il Museo infatti di anni alle spalle ne ha ben di più.
Tutto cominciò negli anni '40. Su una agendina alla data 8 giugno 1941 si poteva leggere "pensato il museo". L'annotazione era di "Madama Pelicula", così Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo, era soprannominata affettuosamente dai rigattieri del mercatino torinese del Balon, dove spesso si recava alla ricerca di reperti e cimegli.
Inizia così ai tempi della seconda guerra mondiale l'avventura culturale del Museo, dalla passione di una cinefila, nata nel 1908 a Torino. Fin da piccola la Prolo deve aver respirato all'ombra della Mole aria di cinema, all'inizio del secolo il capoluogo piemontese era considerato uno dei centri nevralgici del cinema italiano e mondiale, potendo vantare più di cento case di produzione, che sfornavano pellicole che facevano il giro del mondo. Una per tutte "Cabiria" di Giovanni Pastrone.
Dal 1942 la città di Torino aveva messo a disposizione del museo in fieri alcuni locali della Mole Antoneliana. Ma aprire al pubblico non fu facile, nonostante la studiosa continuasse a far crescere la sua collezione. Alla fine del 1945, infatti, la Prolo annotava sul suo diario: "Il freddo aumenta/il caldo manca/sulla Mole sventola/bandiera bianca", firmandosi sconsolata “la congelata della Mole”. A peggiorare le cose il temporale del maggio 1953, un fulmine si abbatte sulla guglia, danneggiando il monumento e di fatto annullando le speranze della Prolo di ottenere spazi più ampi per ospitare i suoi tesori. Il 7 luglio dello stesso anno nasce l'Associazione culturale Museo del Cinema. Nell'autunno del 1958, arriva anche la sede permanente, nello storico Palazzo Chiablese, ad un passo dal Palazzo Reale, e una saletta di proiezione, antenata della multisala Massimo.
Ma nel 1983 per motivi di sicurezza, in seguito al rogo del cinema Statuto, il museo fu chiuso al pubblico. Rivedrà la luce proprio il 20 luglio del 2000. Di nuovo alla Mole da dove era partito una sessantina di anni prima. Il resto è storia di questi giorni.
Oltre 1.800.000 visitatori, 370 mila solo quest'anno, mentre il Cinema Massimo, la multisala dal Museo, ha accolto nelle sue 3 sale quasi 640 mila spettatori. Madama Pelicula, scomparsa nel 1991, oggi sarebbe fiera di sapere che la sua creatura è rinata e risulta essere il museo più visitato della regione. E anche a livello nazionale non va affatto male, nella classifica del Touring Club è al 19mo posto e c'è proprio da scommettere che in breve scalerà altre posizioni.
"Le cifre sono eloquenti e confermano un successo che ci inorgoglisce per le sue valenze di ampio interesse popolare e al contempo per l'alto riconoscimento culturale e scientifico" ha affermato il presidente Alessandro Casazza.
E ancora lui a commentare questa crescita record del Museo, il cui sviluppo sembra essere solo all'inizio: "Ha sviluppato velocemente il suo prestigio e la sua fama nazionale e internazionale, poiché si presenta al visitatore come un museo vivo, interattivo, dinamico e in continuo aggiornamento, tecnologicamente all'avanguardia, e che consente di percorrere uno stimolante e suggestivo viaggio nel sogno e nell'emozione del cinema".
La strada da percorrere è ancora lunga a detta di Casazza: "Stiamo lavorando su nuovi grandi progetti strutturali, iniziative culturali, investimenti nell'ampliamento e nella conservazione delle nostre collezioni (basti pensare la recente acquisizione dell'Archivio Angelo Frontoni con più di 500.000 fotografie), affinché i nostri visitatori siano sempre di più numerosi e sempre più affascinati dalla magia che solo il Museo Nazionale del Cinema sa dare".
Il Museo Nazionale del Cinema sarà aperto tutto agosto e ospiterà nel suo percorso espositivo "Cose da un altro mondo. Viaggio nel cinema di fantascienza", una grande mostra che attraverso manifesti, fotografie, oggetti di scena, action figures e film racconta un secolo di vita di uno dei generi cinematografici più popolari.
Ma sarà l'autunno la stagione più calda per il Museo, che in vista delle Olimpiadi Invernali del 2006 ha deciso di rifarsi il trucco. Cinque cappelle saranno modificate e ridisegnate. Si sta definendo un progetto di restyling, finanziato dalla Citta` di Torino. François Confino, l'architetto che a suo tempo creo` l'allestimento museale, e la società` Mediasfera di Peppino Ortoleva stanno gia` lavorando alacremente e pare dovremmo aspettarci "inedite soluzioni tecnologiche".
A settembre inoltre Il Museo presenterà la prima retrospettiva completa di Amir Naderi. Il cineasta iraniano, da tempo trasferitosi a New York, sara` a Torino e presentera` in anteprima italiana il suo ultimo film attualmente in post-produzione.
Dal 17 ottobre, partira` invece una personale completa di Elia Kazan, realizzata in collaborazione con la George Eastman House di Rochester e la Martin Scorsese Collection. Le copie, in molti casi restaurate, provengono dagli archivi della GEH e delle principali Majors americane. Ospite d'eccezione sara` l'attore newyorchese Eli Wallach, amico e stretto collaboratore di Kazan.
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| Talento e passione: questa è la Shool of Sound |
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Immaginate un gruppo di persone di grande talento che amano il loro mestiere, che lo svolgono con onestà e curiosità, senza presunzione ma con il desiderio di fare qualcosa di buono e di farlo bene; immaginate che queste persone lavorino per gente come David Fincher, Spike Jonze, Martin Scorsese, Jean-Luc Godard, o che i loro film siano presentati nei principali festival cinematografici, o che semplicemente creino splendide opere d'arte; queste persone parlano con passione, humour e leggerezza ad una platea di giovani che bevono avidamente ogni loro parola, ridono alle frequenti battute degli oratori, si incantano davanti ai loro risultati, ne traggono stimoli e spunti. Questa è la School of Sound. |
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