| Specialisti del suono e nuovi media si incontrano sulle rive del Tamigi. |
Il nome evoca all'incauto lettore un prestigioso college all'avanguardia, che si erge maestoso in una ricca zona urbana. Niente di tutto ciò: o meglio, il prestigio e l'avanguardia rimangono, ma il college non esiste. La School of Sound non è una vera e propria “scuola”: è semmai il nome dato ad un particolare seminario-simposio riguardante il mondo del sonoro e dei media che si tiene a scadenza biennale per la durata di quattro giorni.
Il seminario è rivolto sia a professionisti del settore cinematografico, sia a docenti universitari sia agli studenti e promuove lo sviluppo della creatività e della fantasia. Lo studio approfondito del suono, l'attenzione ai nuovi media e la qualità degli interventi ne fanno un avvenimento di importanza mondiale.
La SOS è prodotta e diretta da Larry Sider e Diane Freeman. Il primo e` montatore, sound designer di molti registi fra cui i geniali Brothers Quay. Sider e` inoltre direttore di dipartimento alla National Film and Television School di Beaconsfield. La Freeman, production manager della SOS, invece e` una ex produttrice televisiva, esperta nell'organizzazione di simposi di carattere teorico ed economico al National Film Theatre per conto della società PACT (il sindacato inglese che rappresenta e promuove gli interessi commerciali delle compagnie “indipendenti” che lavorano nell'audiovisivo).
I personaggi invitati a tenere conferenze e master class nell'ambito della SOS sono sempre grandi nomi del mondo del cinema e del sonoro. Fra i protagonisti delle passate edizioni ricordiamo il grande Walter Murch, sound designer di “ Apocalypse Now” e de “ Il Padrino” ; il regista Mike Figgis (“ Via da Las Vegas” ); i musicisti Jocelyn Pook (“ Eyes Wide Shut” ) e Michael Nyman (“ Lezioni di Piano” , “ Fine di una Storia” ); lo studioso Michel Chion, i cui saggi su Kubrick rimangono imprescindibili.
Anche l'Italia è stata presente, nelle vesti del nostro montatore Roberto Perpignani (“ Good Morning Babilonia” , “ Il Postino” ). Sono state anche presentate varie videointerviste con registi quali David Lynch e Nicolas Roeg; per chi è interessato, nel 2003 gli interventi passati (1998 – 2001) sono stati selezionati, trascritti e raccolti nel volume Soundscapes edito dalla Wallflower press. Come si può ben vedere, la multiculturalità è un punto di forza e di orgoglio per questo prezioso appuntamento; con notevole onestà, i direttori della School ammettono e lamentano la scarsa rappresentanza asiatica ed africana ma stanno coinvolgendo sempre più persone provenienti da tali paesi affinché i prossimi seminari abbiano un'impronta realmente multietnica.
Il prossimo seminario, cioè la sesta edizione della SOS, avrà luogo dal 30 marzo al 2 aprile 2005 nella prestigiosa Purcell Room, sulle rive del Tamigi: i fortunati partecipanti potranno ascoltare, oltre al già citato Chion, la montatrice Thelma Schoonmaker, collaboratrice fissa di Scorsese, il sound designer Ren Klyce (“ Seven” , “ Fight Club” , “ Essere John Malkovich” ), il compositore Mychael Danna (“ Tempesta di ghiaccio” , “ Il viaggio di Felicia” , “Monsoon Wedding” ), la regista Sally Potter (“ Orland” ). Il seminario è a pagamento ma offre un vasto raggio di concessioni e borse di studio per i residenti nel Regno Unito (per quest'anno, tuttavia, esse sono esaurite); per queste ed altre informazioni è disponibile il sito www.schoolofsound.co.uk .
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| Anticipazioni:The Grudge |
| La mania dei remake-fotocopia dei film horror orientali, trasposti in salsa occidentale per raggiungere un pubblico più ampio, è un emblematico indizio della pigrizia in cui gli spettatori stanno scivolando: pare quasi che, se il cast non comprende almeno una star anglofona, il film non meriti lo sforzo di essere visto. Per fortuna, però, i remake non sono necessariamente peggiori degli originali: questo è il caso di The Grudge , riscritto e ridiretto dallo stesso Shimizu che aveva firmato il precedente Ju-On . |
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| Che pasticcio, Bridget Jones! |
| I titolisti italiani sono in vena di fantasia: dopo l'ignobile Se mi lasci ti cancello assegnato ad Eternal Sunshine, ecco Che pasticcio, Bridget Jones!, un titolo che ricorda più Charlie Brown e che fa temere in una lunga serie di episodi con Bridget per protagonista. La trama di questo secondo capitolo comincia un mese dopo la fine del primo, ovvero dopo il fidanzamento della polposa Bridget con l'avvocato Mark Darcy; ma l'armonia dura poco, complici una collaboratrice di Darcy dalle gambe affusolate e soprattutto le figure imbarazzanti di Bridget nell'alta società. |
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