| Il Pasinetti va ad Amelio |
" Le chiavi di casa è un film che continua a darmi un'emozione fortissima e grandi soddisfazioni. Il premio dei giornalisti cinematografici lo conferma, perché rappresenta una stima e un consenso significativo. E tanto più perché è arrivato a Venezia, prima che si esprimesse la giuria della Mostra e molto prima che il film fosse indicato per Los Angeles": lo ha detto Gianni Amelio ritirando il 9 ottobre a Roma il Premio "Francesco Pasinetti" per il miglior film italiano presentato a Venezia.
Il premio, istitutito dal Sngci, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, viene assegnato in seguito alle votazioni, nel corso delle giornate veneziane, di tutti i cronisti iscritti, accreditati alla Mostra. Con il Pasinetti, come ha sottolineato il presidente del Sngci, Laura Delli Colli, spesso i giornalisti anticipano o contraddicono esplicitamente il verdetto della giuria della Mostra.
Oltre ad Amelio, alla casa del Cinema di Roma, luogo della premiazione, è sfilato il meglio del giovane cinema di casa nostra. A cominciare da Kim Rossi Stuart, migliore interpretazione maschile ne Le chiavi di casa per proseguire con i protagonisti di La vita è breve ma la giornata è lunghissima di Lucio Pellegrini e Gianni Zanasi.
Migliore interprete femminile italiana sugli schermi veneziani è stata decretata Valeria Bruni Tedeschi, per 5x2 di François Ozon.
L'attrice, impegnata a Bordeaux sul set del suo prossimo lungometraggio non è intervenuta alla cerimonia. Pasinetti significativo anche quello a Vento di terra di Vincenzo Marra, opera seconda per i giornalisti particolarmente "innovativa" "conferma di un talento asciutto e forte, premiato per la prima volta proprio a Venezia, nella Settimana della Critica".
Un premio che ha risarcito Marra di un percorso difficile che il film ha avuto in sala, e che ora potrebbe riaprire per Vento di terra una fase di rilancio anche con il pubblico. Ha ritirato la menzione speciale per Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio di Ciprì e Maresco il produttore Pippo Bisso.
Festosa la consegna delle menzioni che hanno premiato infine il cast de La vita è breve ma la giornata è lunghissima di Lucio Pellegrini e Gianni Zanasi (molto applauditi tra gli altri Pierfrancesco Favino, Carlotta Natoli e Paolo Sassanelli). La pellicola, nella quale alcuni giovani attori e attrici raccontano il proprio quotidiano, nonostante il successo veneziano, è ancora senza una distribuzione.
"Siamo fiduciosi, andrà bene" assicura Lucio Pellegrini. A Zanasi, intantoinvestitura cinematografica dal trionfatore della serata, Gianni Amelio: "Confesso di essere un suo ammiratore, è uno dei nomi su cui puntare per il cinema italiano dei prossimi anni". |
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| Truffaut: da ribelle a classico |
Scoprire qualcosa di nuovo sulla sua biografia o sui suoi film sembra proprio una missione impossibile. Su François Truffaut, scomparso prematuramente il 21 ottobre 1984, si è scritto forse più che su ogni altro regista francese.
A vent'anni esatti dalla sua morte, Truffaut è omaggiato dalle cineteche di tutto il mondo e i suoi colleghi più giovani non smettono di citarlo. L'ultimo in ordine di tempo è il più amato dai giovani cinefili, il cinese Wong Kar Wai, che nel suo ultimo film 2046 , atteso da cinque anni sui nostri schermi, dice di aver voluto fare un omaggio al Truffaut de L'uomo che amava le donne .
Potenza dei classici ... |
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