di Vera Brozzoni- 30/08/2006  

Arrivano James Ellroy e Scarlett Johansson, ma il festival deve ancora partire

Il Lido ferve di preparativi: il Festival non è ancora veramente partito, la cerimonia d'apertura di stasera darà ufficialmente il via alle danze, ma la stampa si è già potuta godere qualche proiezione anticipata.
Protagonista di questo primo giorno di Festival è sicuramente il film d'apertura “La Dalia Nera” di Brian De Palma, con la coppia più bella di Hollywood Scarlett Johansson e Josh Hartnett, il sanguigno Aaron Eckhart e la sensuale Hilary Swank.
Tratto dall'omonimo romanzo di James Ellroy, a sua volta ispirato da un orribile fatto di cronaca avvenuto a Hollywood negli anni ‘40, “La Dalia Nera” è un ottimo esempio di film noir sceneggiato da Josh Friedman e diretto dall'esperto De Palma.
La trama è talmente intricata che diventa arduo raccontarla in poche righe, e benché il regista sfoggi una mano molto sicura nel descrivere l'atmosfera dell'epoca e nel far interagire i suoi personaggi, alcuni fili dell'intrigo rimangono poco sviluppati: un po' come accadeva nell'illustre precedente “Il Grande Sonno” tratto da Chandler.
Poco male, anche se nello spettatore rimane la voglia di saperne di più. Per fortuna, De Palma centellina i virtuosistici piani-sequenza a cui ci ha abituati negli ultimi film: al contrario, la sua regia rimane sempre aderente alla storia e al vertiginoso, morboso intrigo che giace al di sotto della superficie già morbosa di per sé.
Contrariamente alle aspettative gonfiate dai media, il vero fulcro del film non è la diva Johansson, bensì la dark lady Hilary Swank, che batte la bionda concorrente sotto ogni aspetto, dal fascino alla qualità della recitazione; la coppia di poliziotti-pugili interpretati da Hartnett e Eckhart fa faville, mentre la Dalia, cioè la ragazza che viene barbaramente uccisa e sul cui caso investigano i due poliziotti, ha il volto dolcissimo e triste di Mia Kirshner, già protagonista di “ Exotica” di Atom Egoyan.
Dopo la proiezione, è seguita un'affollatissima conferenza stampa, moderata in modo intelligente da Claudio Masenza. Senza il suo intervento, la conferenza si sarebbe trasformata in una serie di domande stupide alla Johansson, del genere: “A quale attrice degli anni '40 si ispira il tuo look?”.
In verità, tutto l'incontro è stato abbastanza superficiale e deludente: l'unico a suscitare interesse è stato James Ellroy, vestito di rosa. Lo scrittore si spende in lodi sulle qualità registiche di De Palma, che a suo dire sa conservare la complessità della mole di informazioni data dal romanzo e concentrarla in due ore di film.
Il resto del cast risponde in modo ordinario a domande ordinarie. Peccato, perché il film avrebbe meritato un'accoglienza più vivace. D'altronde, in sala il pubblico della stampa lo ha applaudito tiepidamente; stasera, alla proiezione ufficiale, probabilmente l'accoglienza sarà diversa.
Fra un mese il film uscirà nelle nostre sale, distribuito in 300 copie.

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