La trasferta del Museo in Laguna, tra Preminger e Visconti
Dopo la retrospettiva dedicata lo scorso anno a Elia Kazan, il Museo Nazionale del Cinema di Torino prosegue sulla strada della riscoperta dei grandi registi del cinema classico americano.
E' in preparazione infatti la retrospettiva completa dei film di Otto Preminger, in programma per ottobre 2007 a Torino e curata da Stefano Boni e Jim Healy (George Eastman House, Rochester, NY).
Un piccolo antipasto di questo evento si avrà il 31 agosto al Lido, all'inaugurazione della Settimana Internazionale della Critica. Verrà infatti proiettata la copia restaurata da Sony Classics di “ Bunny Lake is Missing” (1965) di Preminger, di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita e il ventennale della morte.
“L'idea è quella di fare uscire l'universo delle cineteche dalla loro ristretta cerchia. L'intento del museo è fare arrivare i grandi autori del passato, che allora avevano un successo popolare, non solo ai cinefili di stretta osservanza, che spesso recuperano il cinema classico in dvd, ma anche al grande pubblico” spiega Stefano Boni, responsabile della programmazione del Cinema Massimo, multisala del Museo torinese.
Del resto molti autori del cinema classico americano hanno influenzato i maestri di oggi. Un nome per tutti? Martin Scorsese. “Nella sua collezione privata ci sono molte pellicole di Preminger, che è considerato da Scorsese un suo maestro”. Eppure Otto Preminger, diversamente dal collega Kazan, negli ultimi decenni è un po' caduto nel dimenticatoio. Nonostante sia stato un autore davvero prolifico e molto innovativo, non esiste un suo film simbolo. E questo forse ha contribuito a oscurare un po' la sua memoria. Quando si parla di Kazan, ad esempio, balena subito in mente “Fronte del porto” e Marlon Brando.
Ma diversamente da Preminger, Kazan credeva molto negli attori e nelle loro doti di improvvisazione. Non a caso fondò l'Actor's Studio e lanciò fenomeni divistici, come James Dean. Preminger invece considerava gli attori degli esecutori, quasi degli strumenti nelle sue mani. Inoltre molti suoi film oggi considerati dei classici, fecero uscire l'industria hollywoodiana dalla politica dei generi.
Arrivato negli stati Uniti nel 1934, Preminger esordì dietro la macchina da presa circa dieci anni dopo. Il suo primo successo fu, nel 1943, “Vertigine”, tutt'ora il suo noir più famoso. Il suo esordio si deve alla Fox, sotto le cui insegne lavorò per tutta la prima parte della carriera, sfornando commedie sofisticate, allora molto in voga. Passò alla commedia con “La signora in ermellino” (1948), lasciato incompiuto da Lubitsch (morì nel 1947) e da lui concluso.
Ma è negli anni Cinquanta e Sessanta che l'autore, raggiunta la popolarità, diede i suoi frutti migliori. Diventa quasi quello che noi chiameremo oggi un indipendente, realizza i suoi film e li vende alle Major. “La vergine sotto il tetto” (1953), “Carmen Jones” (1954), Bizet trasformato in un musical nero; “Corte marziale” (1955) per citare qualche titolo realizzato nei Fifties.
Il Museo inoltre sarà presente il Laguna con altre due iniziative. Assieme alla Fondazione Cineteca Italiana e alla Cineteca del Comune di Bologna – Laboratorio L'Immagine Ritrovata, il Museo presenta in anteprima ( 1° settembre Palalido, ore 20.30 ) a versione restaurata de “Il feroce Saladino” (1937) di Mario Bonnard. Il restauro è stato realizzato in collaborazione con Jaeger Le Coultre, la Biennale di Venezia, la Provincia di Milano – Settore Cultura e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il giorno successivo alle 21.00 alla Terrazza Martini dell'Hotel Excelsior è previsto il Cocktail Party del Museo. Per l'occasione verranno presentati l'omaggio a Luchino Visconti che il Museo dedicherà al grande regista italiano in occasione del centenario della sua nascita (ottobre 2006) e la 24ma edizione del Torino Film Festival, in programma dal 10 al 18 novembre 2006 sotto la Mole.
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