di Vera Brozzoni- 05/09/2006  

The Fountain: un trionfo di immagini Kitsch

Non mi aspettavo molto da “The Fountain”: ho già assistito a molti casi in cui un budget consistente, messo in mano ad autori indipendenti, ha dato luogo ad opere pretenziose e fallimentari. “The Fountain” non fa eccezione a questa regola.
Darren Aronofsky, che in passato si era distinto con “Pi Greco – Il Teorema Del Delirio” e il tragico “Requiem For A Dream”, passa al fantasy e confeziona un trionfo di immagini kitsch; l'azione, che si può definire come la ricerca della vita eterna da parte di un uomo, si stende attraverso tre epoche: nella Spagna del 1500, dominata dall'Inquisizione, un conquistador deve combattere per l'amata regina; nell'America del presente, un oncologo tenta di salvare la moglie dalla morte; nel futuro, racchiuso in una bolla, un uomo fluttua per l'universo per raggiungere una stella morente e ha visioni delle epoche passate.
I personaggi di tutte e tre le epoche sono interpretati da Hugh Jackman (sorprendentemente versatile) e Rachel Weisz, moglie del regista.
Più complesso di quanto appaia, il film potrebbe vantare bellissime immagini, ma è solo una favolona dolciastra che stanca molto in fretta; anche la colonna sonora tonitruante non aiuta, e alla fine il film rimane solo il tentativo megalomane di un regista che non è tagliato per fare mainstream.

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