a cura di Vera Brozzoni e Sabina Prestipino 
A venezia è tempo di Leoni
Una premiazione insolita che ha azzerato tutte le voci di corridoio, che davano "Bobby" come sicuro Leone d'Oro e Castellitto come Coppa Volpi; purtroppo chi scrive non ha visto "Still Life", ma è convinta che Jia da tempo meriti un premio importante; quanto a Ben Affleck, la sua interpretazione di un attore ottuso e illuso in "Hollywoodland" aveva già fatto nascere una discussione: ci è o ci fa? Stando alla giuria ci fa, e anche bene. Helen Mirren è invece sempre stata da subito la Coppa Volpi designata: l'unica seria concorrente sarebbe stata Carice Van Houten di "Zwartboek" di Paul Verhoeven, ma si sa che le interpretazioni mimetiche come quella della Mirren hanno sempre fortuna ai premi.
Il premio agli Straub è anch'esso un atto di coraggio e di rispetto verso un cinema difficile e insolito; certamente i registi non avranno mosso un muscolo alla notizia del premio, ma che la simpatia non sia un loro forte non sminuisce l'acume della giuria. Quanto all'altro film italiano premiato, "Nuovomondo" di Crialese, forse la giuria è stata fin troppo generosa ma dopotutto non ha sbagliato, il film è in effetti insolito nell'ammuffito panorama italiano. Appuntamento all'anno prossimo! 
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Breve disquisizione sulle arti marziali al cinema
Incontro con Jackie Chan


Jackie Chan, la star di “Rush Hour” e “Lo Smoking”, colui che ha mescolato kung-fu e comicità, colui che è stato chiamato “il nuovo Bruce Lee” e ha prontamente replicato di essere “il primo Jackie Chan”, ebbene Jackie è davanti a me in una elegante terrazza che si affaccia sul mare del Lido; indossa un vestito di seta azzurrino chiarissimo e camicia celeste e dal vivo ha un'espressione più sveglia di quella che ha nei suoi film. Sentiamo cosa ci dice all'indomani della presentazione del suo ultimo film “Rob-B-Hood” diretto da Benny Chan.
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The Fountain: un trionfo di immagini Kitsch



In molti casi un budget consistente, messo in mano ad autori indipendenti, ha dato luogo ad opere pretenziose e fallimentari. “The Fountain” non fa eccezione a questa regola. Darren Aronofsky, che in passato si era distinto con “Pi Greco – Il Teorema Del Delirio” e il tragico “Requiem For A Dream”, passa al fantasy e confeziona un trionfo di immagini kitsch.
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