Dal torpore si viene catapultati nell'adrenalinico mondo di “E.R. - Medici in Prima Linea!”. A parlare è infatti Walter Newman, il sound designer del telefilm ospedaliero che ci ha fatto conoscere George Clooney; in un tripudio di bip bip, urla dei pazienti, bisturi che incidono la pelle, rumori di sottofondo vari per creare tensione, Newman ci istruisce su come un sound designer debba a volte sottostare a richieste bizzarre: un produttore vuole assolutamente che in una certa scena ci sia il rumore delle pale di un elicottero, poi vede il prodotto audiovisivo finito e chiede a Newman: "Perché hai messo l'elicottero? Toglilo!"; una produttrice non vuole mai, mai sentire il rumore dei tuoni; e così via.
Nel frattempo, suggestionata dalle scene truculente che scorrono sullo schermo,una ragazza ha un attacco di panico, urla e sviene; non pochi di noi, all'inizio, credono che sia un effetto del surround, poi si ricredono.
La sessione viene doverosamente interrotta per permettere alla ragazza di ricevere l'aiuto di un medico (si riavrà poco dopo, in ospedale), poi un'altra sfilza di sale operatorie allieta i nostri occhi e orecchie; e fa capolino un interrogativo già sorto in seguito all'intervento di Ren Klyce: dove finisce il rumore e dove inizia la musica? Qual è il confine fra sound e soundtrack? Il confine è molto sfumato, risponde il relatore, l'importante è che il prodotto finito "funzioni", sappia veicolare le emozioni richieste dal pubblico senza venir meno alla sua precisione scientifica: uno dei meriti di E.R., infatti, è quello di mantenersi il più possibile fedele alla realtà della medicina e della chirurgia; e visti gli effetti in sala, Newman ha fatto decisamente un buonlavoro! |