Rohmer in pillole
(28/10/2005) - Successo e modestia . «Si deve restare molto modesti nel cinema, il successo di un film può dipendere da cose assai futili: le magliette Lacoste indossate dai protagonistidi Pauline à la plage hanno decretato il successo del film negli Stati Uniti».
Cinema e pittura. «Sono un letterato di formazione,sono capace di scrivere una storia, non però di disegnarlaperché non sono un pittore; però il cinema mi permette forse di essere il pittore che non potrei essere diversamente».Osservazione più acuta di quello che potrebbe sembrare.
Intellettuali e politica. «Il ruolo dell'intellettuale non è di entrare in politica ma piuttosto quello di creare delleopere che siano belle; l'intellettuale è un servitore della bellezza, concordo con Baudelaire. Come cittadino voto,come artista lavoro».
Sesso. «Il cinema moderno mostra e svela troppo i corpi, il troppo è troppo. Molto meglio suggerire, lasciarimmaginare».
Elogio della discrezione.Curiosità.
«Prima di girare un film, mi piace infor-marmi su cose che non si limitano al mio mestiere. Peresempio per L'arbre, le maire et la médiathèque mi sono do-cumentato su come si nutrono le mucche; un contadinointervistato per il film deprecava che gli animali oggi nonsi nutrono più di erba ma di porcherie: aveva già previstolo scandalo della mucca pazza».
L'avvenire del cinema
«Finché ci sarà un pubblico cisarà il cinema, e se anche scomparisse sarebbe sostituitoda altre cose. L'unico pericolo è il commercio, in tutte lesue forme».
Filosofia
«Basta con i palliativi, la sociologia, la psi-canalisi, la semiotica! Torniamo alla metafisica, a Emmanuel Kant!».
Arte moderna
«Quan-do si osa criticare l'arte moderna veniamo tacciati da rea-zionari».
Ascendenze letterarie.
«Mi sento più vicino a Balzac che a Flaubert; Balzac è più generoso, più umano, più entusiasta di Flaubert, che è più glaciale e disincantato.Ma può essere che – gusti a parte – la mia opera sia flaubertiana mio malgrado».
Sorprese
«Mi piace cambiare, farmi delle sorprese,girare degli “intermezzi” come L'arbre, le maire et lamétdiathèque tra un racconto e l'altro delle quattro stagio-ni: tutti si aspettavano il terzo della serie, ma io ho girato un intermezzo ironico. E mi piace essere sorpreso dai per-sonaggi e dagli attori: capire ciò che sono mentre recitano è molto stimolante; la sorpresa è un elemento chiave dellospettacolo, fa parte del piacere dello spettacolo».
Mondo del cinema
«Il cinema non deve occupare un posto troppo importante. Uno dei guai del cinema di oggi è che tende a rimanere in relazione con se stesso, di essere cioè un metacinema. Ora, il mondo che presentano i mieifilm non ha nessun rapporto con il cinema, per questo cerco di avere pochi rapporti con quel mondo». |
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| France Cinéma: concorso ristretto con tante sorprese |
Qualche veterano, come Cavalier, Berri, Thomas, Lelouch, ma soprattutto volti nuovi: Carrère, Nadjari, Lioret, Jolivet, Larrieu, Podalydès. Poche invece le opere prime. Quest'anno a France Cinéma la rosa dei film in concorso si è ristretta, del resto la copiosa filmografia di Eric Rohmer ha imposto di limitare quest'anno il numero dei film della passata stagione. Il livello qualitativo rimane sempre medio alto. Ma qualche piccola scoperta Tassone ce la propone anche quest'anno.
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| Frugale, economo, coltissimo. Alla scoperta di Rohmer |
"Quello del superartigiano Rohmer è un cinema che non somiglia a niente - scrive Aldo Tassone - Si può dire tranquillamente che si è inventato un sistema economico-produttivo perfetto, che gli ha consentito di godere di un'assoluta libertà. E si è inventato un suo “genere”, quello, per così dire, dei “racconti morali”: un raffinato cinema di conversazione che, contrariamente a quanto si è potuto ipotizzare, non annoia assolutamente".
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