A Cannes i cavalieri Jedi aprono la sfilata di autori
A Cannes è tutto pronto. Sulla Croisette cronisti, critici e giurati sono già schierati, così come gli stand del Marché e i padiglioni dei diversi paesi.
Si respira insomma il classico clima della vigilia. E in questo clima festoso ancora una volta, per il secondo anno di seguito, tra il lusso e la mondanità, si insinua la dura realtà. Sul Palazzo del Cinema campeggiano le gigantografie di Florence Aubenas e Hussein Hanoun, sequestrati in Iraq, e di Ingrid Betancourt, rapita ormai tre anni fa in Colombia per la sua forte opposizione al narcotraffico.
Insomma Cannes non vuole girare lo sguardo davanti alle ferite del mondo, davanti all'assurda crudeltà della guerra e della violenza. Un po' come il cinema del resto, un occhio sempre aperto sul mondo.
Un po' come il cinema che ci si aspetta di vedere in questa 58ma edizione, definita fin dalla sua presentazione alla stampa, un'edizione all'insegna del cinema d'autore. Tornano infatti a Cannes i pezzi da novanta: Cronenberg e Jarmusch, Wenders e Von Trier, Van Sant e i Dardenne, Allen e Hou Hsiao-Hsien, solo per citarne alcuni. E tutti lì a chiedersi se questi trasgressivi, oggi ormai annoverati tra i classici, saranno all'altezza di quanto i loro nomi promettono oppure da chi tra questi arriverà la novità, il film che infiammerà le discussioni dei cinefili fino a notte fonda.
Ma Cannes è anche l'avamposto europeo del cinema hollywoodiano. Il boicottaggio anti-francese delle Major annunciato l'anno scorso è durato davvero poco . E forse nessuno, americani in testa ci aveva mai creduto veramente. Per i grandi produttori statunitensi testare i film davanti ad una platea internazionale, poco prima delle uscite estive nel paese d'origine, è un'occasione troppo ghiotta per buttarla in politica. E poi, dopo il semi fallimento del Mifed, il Marché di Cannes è il luogo per eccellenza dove fare business.
E allora accanto agli autori, il film del momento, quello che aprirà le danze, naturalmente fuori concorso, sarà "Star wars episodio 3: la vendetta dei Sith" l'ultimo della saga in sei episodi, immaginata da George Lucas. Dal 1977, anno del debutto di "Guerre Stellari" di acqua sotto i ponti ne è passata, gli effetti speciali hanno fatto passi da gigante, ma non ne ha tratto buoni frutti George Lucas. la saga è invecchiata male e gli sfavillanti duelli dei vecchi tempi saranno più tecnologici, ma hanno perso di smalto. Da fan di lungo corso di "Guerre Stelalri", c'è da augurarsi un colpo d'ali finale della Vendetta dei Sith. |
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| A Von Trier la Palma della polemica |
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| Non si sa ancora chi vincera' la Palma d'Oro. In pole position ci sono Haneke, Cronenberg e Jarmusch , ma sicuramente Von Trier ha gia' vinto quella della polemica: il suo "Manderlay", che tocca i temi della segregazione razziale e della schiavitu' con inauditi coraggio ed onesta' ha suscitato violente accuse di razzismo; come se gli attori neri che compaiono nel film si fossero lasciati abbindolare da un danese pazzo. |
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| Cronenberg: "Prima di tutto bisogna trovare la propria vera voce" |
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Piers Handling e David Cronenberg, due grandi del cinema canadese. L'uno, meno noto al grande pubblico, direttore del Festival di Toronto, una delle vetrine più rilevanti al mondo, l'altro regista di culto che non ha bisogno di presentazioni. A Cannes succede anche questo: due vicini di casa - entrambi vivono e lavorano a Toronto - si incontrano pubblicamente e coinvolgano il pubblico. Pubblico naturalmente di addetti ai lavori, perché i due si sono incontrati il 17 maggio al padiglione americano del Marche' du film, dove sulla Croisette pulsa il business.
La conversazione, che si è arricchita di domande anche dal pubblico, ha avuto uno stampo tecnico piuttosto che teorico, con punte davvero intreressanti per l'approfondito esame dei "making of" dei film del regista canadese. |
| Se i droidi di monopolizzano la Croisette |
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Solo i vip possono entrare, chi scrive ha dovuto affrontare una levataccia per entrare alla matinée; ma ne è valsa la pena: la lotta interiore di Anakin, che sceglie il Lato Oscuro per amore (ovviamente con esiti fallimentari) è centrale e impregna di tragici presentimenti anche le sequenze più godibili all'occhio.
Splendidamente avvincente, sul finale il film si riallaccia alle scenografie del primo "Star Wars" del 1975: un black-out temporale straniante e commovente. |
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| Moll, Allen e il debutto di Buscemi |

"Lemming", il thriller di Dominik Moll che ha aperto le danze, è prevedibilmente morbosetto e furbetto, niente di memorabile. Meglio "Kilométre Zéro" di Hiner Saleem ("Vodka Lemon") che si conferma buon narratore e direttore d'attori; speriamo solo che il letto semovente non diventi il suo marchio di fabbrica.
Interessante il debutto registico di di Steve Buscemi per la InDigEnt, "Lonesome Jim" con Casey Affleck e Liv Tyler, caliente e coinvolgente il film di danza "Iberia" di Carols Saura ... |
| Il miglior posto dove porsi la domanda |

Il quesito arriva dal giornale più letto dei professionisti del cinema. Alla vigilia del festival francese su "Variety" si chiedono: un giorno esisterà uno star system europeo? Bella domanda.
Di certo, dice "Variety", Cannes è il luogo più adatto dove lanciare la questione, ma anche, vi si dice, il più deprimente per i produttori europei che devono fornteggiare l'inevitabile risposta.
La risposta impietosa sarebbe che i film d'autore elevano gli spirit degli spettatori all'interno del Palais, ma fuori attorno al "red carpet" le folle di pubblico e i flash dei fotografi sono tutti per i divi americani.
Ma è prorio vero?
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| Ritorno al classicismo |
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Nessun documentario e nessun cartoon quest'anno in concorso sulla Croisette."Quest'anno c'è il ritorno a un certo classicismo e dei grandi autori, molti dei quali sono già stati in gara", ha spiegato Thierry Fremeaux direttore artistico del 68esimo festival alla conferenza stampa di presentazione.
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