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Torna alla home dello speciale 12/05/2005
Di Sabina Prestipino
Ritorno al classicismo
Nessun documentario e nessun cartoon quest'anno in concorso sulla Croisette. La 58ma edizione del festival di Cannes punterà più sul cinema d'autore e sul cinema di genere. "Quest'anno c'è il ritorno a un certo classicismo e dei grandi autori, molti dei quali sono già stati in gara", ha spiegato Thierry Fremeaux direttore artistico del festival alla conferenza stampa di presentazione.
Anche l'Italia questa volta concorre per la Palma d'oro. A rappresentare il nostro Paese, ci auguriamo anche nel palmares finale, c'è Marco Tullio Giordana. Due anni fa nella sezione Un Certain Regard Giordana si fece onore con La meglio gioventù. Ora invece il regista sarà sulla Croisette con "Quando sei nato non puoi più nasconderti". Ispirato al romanzo omonimo di Maria Pace Ottieri, il film è interpretato da Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato e Matteo Gadola. Per la sceneggiatura Giordana ha collaborato ancora una volta con Stefano Rulli e Sandro Petraglia. L'opera è stata coprodotta da RaiCinema ed è distribuita in Italia dalla 01 Distribution. Il film è centrato sul tema della paternità, che quest'anno è uno dei fil rouge di Cannes. Più di un film in concorso infatti tratta questo tema.
Fuori concorso invece sfileranno film più di cassetta: Woody Allen con "Match point" e Georges Lucas con "La vendetta dei Sith".
Ufficialmente il festival francese si aprirà l'11 maggio, per chiudersi il 22, ma il 10 ci sarà una vigilia aperta solo ai cineasti impegnati a presiedere le diverse giurie del festival. Si tratterà di una specie di incontro al vertice chiamato "Rencontre du festival", convocato per riflettere sul futuro di uno dei festival più importanti al mondo, i francesi dicono il più importante in assoluto. Ma il giorno dopo si entrerà subito nel vivo della competizione, perchè quest'anno il film d'apertura è in lizza per l'ambita Palma d'Oro. E ad aprire le danze sarà "Lemming" di Dominik Moll, quarantenne francese d'adozione che in passato ha avuto anche un certo successo nei circuiti festivalieri, soprattutto anni fa con  " Harry, un ami qui vous veut du bien ". A presiedere la giuria principale, i cui componenti non sono ancora noti, sarà Emir Kusturica.
In concorso c'è una nutrita presenza di registi provenienti dall'America del Nord: da David Cronenberg a Jim Jarmusch, da Gus Van Sant a Robert Rodriguez. In concorso ci sarà anche il debutto alla regia di Tommy Lee Jones. E a proposito di America torna sulla Croisette Lars von Trier con «Manderlay», il secondo pezzo della sua trilogia ameircana. Completano il programma:  «Where The Truth Lies» di Atom Egoyan, «Hidden» di Michael Haneke, «The Best Of Our Times» di Hou Hsiao-Hsien, «Election» di Johnny To, «The Three Burials Of Melquiades Estrada» di Tommy Lee Jones, «Bashing» di Kobayashi Masahiro, «Batalla En El Cielo» di Carlos Reygadas, «Kilometre Zero» di Hiner Saleem, «Shanghai Dreams» di Wang Xiaoshuai, «Peindre Or Faire L'Amour» di Arnaud and Jean-Marie Larrieu, «Free Zone» di Amos Gitai.
A Von Trier la Palma della polemica
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Non si sa ancora chi vincera' la Palma d'Oro. In pole position ci sono Haneke, Cronenberg e Jarmusch , ma sicuramente Von Trier ha gia' vinto quella della polemica: il suo "Manderlay", che tocca i temi della segregazione razziale e della schiavitu' con inauditi coraggio ed onesta' ha suscitato violente accuse di razzismo; come se gli attori neri che compaiono nel film si fossero lasciati abbindolare da un danese pazzo.
 
Cronenberg: "Prima di tutto bisogna trovare la propria vera voce"
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Piers Handling e David Cronenberg, due grandi del cinema canadese. L'uno, meno noto al grande pubblico, direttore del Festival di Toronto, una delle vetrine più rilevanti al mondo, l'altro regista di culto che non ha bisogno di presentazioni.  A Cannes succede anche questo: due vicini di casa - entrambi vivono e lavorano a Toronto - si incontrano pubblicamente  e coinvolgano il pubblico. Pubblico naturalmente di addetti ai lavori, perché i due si sono incontrati il 17 maggio al padiglione americano del Marche' du film, dove sulla Croisette pulsa il business.
La conversazione, che si è arricchita di domande anche dal pubblico, ha avuto uno stampo tecnico piuttosto che teorico, con punte davvero intreressanti  per l'approfondito esame dei "making of" dei film del regista canadese.
Se i droidi di monopolizzano la Croisette
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Solo i vip possono entrare, chi scrive ha dovuto affrontare una levataccia per entrare alla matinée; ma ne è valsa la pena: la lotta interiore di Anakin, che sceglie il Lato Oscuro per amore (ovviamente con esiti fallimentari) è centrale e impregna di tragici presentimenti anche le sequenze più godibili all'occhio.
Splendidamente avvincente, sul finale il film si riallaccia alle scenografie del primo "Star Wars" del 1975: un black-out temporale straniante e commovente.
 
E le migliori emozioni arrivano dall'Oriente
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All'alba del quarto giorno, il festival ha gia' offerto una vasta gamma di emozioni, dall'esaltazione alla delusione; in tutte le categiorie primeggia l'Oriente.
Moll, Allen e il debutto di Buscemi

"Lemming", il thriller di Dominik Moll che ha aperto le danze, è prevedibilmente morbosetto e furbetto, niente di memorabile. Meglio "Kilométre Zéro" di Hiner Saleem ("Vodka Lemon") che si conferma buon narratore e direttore d'attori; speriamo solo che il letto semovente non diventi il suo marchio di fabbrica.
Interessante il debutto registico di di Steve Buscemi per la InDigEnt, "Lonesome Jim" con Casey Affleck e Liv Tyler, caliente e coinvolgente il film di danza "Iberia" di Carols Saura ...
Il miglior posto dove porsi la domanda


Il quesito arriva dal giornale più letto dei professionisti del cinema. Alla vigilia del festival francese su "Variety" si chiedono: un giorno esisterà uno star system europeo? Bella domanda.
Di certo, dice "Variety", Cannes è il luogo più adatto dove lanciare la questione, ma anche, vi si dice, il più deprimente per i produttori europei che devono fornteggiare l'inevitabile risposta.
La risposta impietosa sarebbe che i film d'autore elevano gli spirit degli spettatori all'interno del Palais, ma fuori attorno al "red carpet" le folle di pubblico e i flash dei fotografi sono tutti per i divi americani.
Ma è prorio vero?

LEMMING, di Dominik Moll, inaugura il concorso a Cannes
A Cannes i cavalieri Jedi aprono la sfilata di autori


A Cannes è tutto pronto. Sulla Croisette cronisti, critici e giurati sono già schierati. E in questo clima festoso ancora una volta, per il secondo anno di seguito, tra il lusso e la mondanità, si insinua la dura realtà con le gigantografie di Florence Aubenas e Hussein Hanoun, sequestrati in Iraq appese.
Insomma Cannes non vuole girare lo sguardo davanti alle ferite del mondo, davanti all'assurda crudeltà della guerra e della violenza. Un po' come il cinema che ci si aspetta di vedere in questa 58ma edizione, definita un'edizione all'insegna del cinema d'autore.

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