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"Clooney e gli altri: i film non deludono"

Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruitosul concetto di esagerazione.
Non è un capolavoro, troppi debiti con l'ultimo Zhang Yimou, ma i 144 minuti scorrono godibilmente fra massacri e amori maledetti.
"La Vida Secreta de las Palabras" spicca per la buona fede e l'impegno che la regista Isabel Coixet (Mi Vida Sin Mi) e gli attori Sarah Polley e Tim Robbins hanno messo nel progetto; vi sono momenti forti, suggestivi e commoventi, ma nel complesso il film manca di forza drammatica e rimane sospeso, incompleto.
Molto buona, invece, la seconda prova registica di George Clooney "Good Night, and Good Luck" è secco e contrastato come lo smagliante bianco e nero che lo illumina; sound designingg complesso, di matrice altmaniana; musica intradiegetica usata sia come accompagnamento sia come contraltare ironico.
La vicenda sisvolge nel 1954 e riguarda un gruppo di giornalisti della CBS che osano denunciare le iniquità del enatore McCarthy: scuoteranno l'America, ma per alcuni diloro sarà il crollo. La denuncia finale del protagonista Ed Murrow (un grande David Strathairn) del potere politico dei media, tocca corde particolarmente dolenti per il pubblico italiano.
Grazie George, and good luck. Buono anche "Le Petit Lieutenant" di Xavier Beauvois, polar centrato su un giovane tenente, Jalil Lespert, e il suo superiore, una intensa Nathalie Baye che vede nel giovane un'immagine del proprio figlio perduto; quando il ragazzo morirà durante un'azione, per lei sarà troppo.
"Espelho Magico" del Grande Vecchio Manoel de Oliveira ha riscosso critiche entusiastiche; il film riprende personaggi e vicende de Il Principio dell'Incertezza e propone una riflessione sul bene, la ricchezza e il sentimento religioso.
Meglio però la meraviglia di "Drawing Restraint 9", primo parto delle fatiche congiunte di Matthew Barney e Björk, rispettivamente regista e compositrice; entrambi sono anche interpreti principali. Il film consta di 150 minuti di atmosfere magiche e sottomarine, cultura giapponese, caccia alle balene, ma gran parte è dedicata alla vestizione nuziale dei due protagonisti e alla loro unione fisica, che li vede trasformarsi in balene cannibali.

01.09.2005
La conferenza stampa di Park Chan-Wook
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Il grande regista coreano di "Sympathy for Lady Vengance", in gara alla manifestazione festivaliera, e la protagonista del film, la bellissima Lee Young-ae, arrivano in sala conferenze accolti da un caloroso applauso. Park Chan-Wook, conosciuto per film di grande impatto emotivo ha rilasciato una veloce intervista ricca di flash sulla sua attività degli ultimi anni. Ottoemezzo era in sala.
 
Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido
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Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza.
 
"Sympathy for Lady Vengance" è la vera sorpresa
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"Brokeback Mountain" il film in concorso di Ang Lee  ha diviso il pubblico. Alla fine del film, qualcuno in sala grida “Aridatece John Ford!”: quanto di più sbagliato si potrebbe pregare, in parte perchè Ang Lee non sembra avere ambizioni tanto folli, e poi perché il suo film è proprio una radicale riscrittura del mito del macho del west.
 
Essere "Beat" Takeshi
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A Venezia ha già collezionato un Leone d'Oro, con il poetico "Hana-bi" nel 1997 e uno d'Argento con "Zatoichi" due anni fa. E adesso a sorpresa ci  riprova con la sua ultima fatica "Takeshis'". Stiamo parlando di Takeshi Kitano, di cui, a festival iniziato, è stata annunciata la presenza in concorso.
"Takeshis'", già selezionato dal festival di  Toronto, che aprirà i battenti l'8 settembre, era in gestazione dai tempi di "Sonatine". Al tempo "Beat" Kitano, come lo chiamano i suoi fan, stava appunto ideando un film su un autista di taxi che entra in un mondo immaginario all'interno della sua stessa mente. L'idea poi confluì in "Takeshis'" in cui Kitano è alle prese con due se stesso, l'uomo ordinario e l'uomo pubblico, la  star "Beat" Takeshi per l'appunto.
 
Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido
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David Cronenberg arriva per la prima volta al Festival di Venezia, nella veste inusuale di autore di un libro.
Si tratta di  "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di quasi duecento immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta.
 
E a parlare adesso saranno i film
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''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller  alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''.
 
Le sette spade di Tsui Hark
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da  Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen.  "L'autore del romanzo -  ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale".
 
Ritornano le giornate degli autori
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da  Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton.
 
Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati
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Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica  e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 .
 
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