Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido
David Cronenberg, reduce da Cannes, dove aveva presentato con successo "A History of Violence" , arriva per la prima volta al Festival di Venezia. E peraltro è atteso presso lo Spazio Italia dell'Hotel Excelsior il 2 settembre (ore 16.30) non ià in veste di regista.
Infatti il cineasta canadese è venuto al festival per presentare "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di 194 immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta.
Al centro della sceneggiatura, c'è infatti la rossa più famosa d'Italia. Corre l'anno 1961. Il pilota della Ferrari Phill Hill è in competizione con il compagno di scuderia Wolfgang Von Trips per diventare campione del mondo di Formula Uno.
Hill è un individualista, uno yankee che affronta la gara con nevrotica intensità, mentre Von Trips è un aristocratico che vive con distacco il mondo delle corse. Entrambi hanno le medesime ossessioni: il conte tedesco vuole catturare il tempo, registrando ogni trasferimento e ogni gara con una Bolex 16mm, il pilota americano è ossessionato dai sogni premonitori che fa prima di ogni gara, dal cibo che ingerisce, dalla lettura di Sartre e, soprattutto, dal desiderio di lasciare di sé un ricordo indelebile.
Il primo muore in un incidente nella gara di Monza, Hill viene incoronato campione di Formula Uno nell'ultima gara della stagione, a Watkins Glen, New York. Ironicamente, è il Gran Premio di casa, ma Enzo Ferrari gli vieta di correre in segno di lutto. E non è tutto: le loro macchine, le Ferrari 156 F1 (soprannominate “shark-nose” per il caratteristico muso a forma di squalo) vengono distrutte. Alla fine nulla rimarrà dunque della loro esperienza.
Il volume, meticolosamente progettato per rappresentare il corpo e il motore di una macchina, stampato in edizione limitata di 1000 copie numerate, è rilegato a mano con una copertina di alluminio. Pubblicato in inglese, "Red Cars" è concepito per essere un oggetto d'arte. Al libro è allegato un modellino della Ferrari 156 F1 creato in esclusiva. Questo prezioso oggetto d'arte, è stato ideato e realizzato da Cronenberg assieme a Volumina, associazione culturale torinese, presieduta da Domenico De Gaetano.
Alla presentazione del volume sono attesi oltre al regista e a De Gaetano, Sergio Toffetti (Direttore della Cineteca Nazionale di Roma), Donato Santeramo (Professore della Queen's University, Kingston, Canada), Luca Massimo Barbero (Associate Curator del Guggenheim di Venezia), Alberto Ronchi (Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna) e Robert R. Fowler, l'ambasciatore canadese.
Sarà l'occasione per annunciare il progetto "Red Cars" che avrà luogo in diverse città italiane (Parma, Bologna, Torino e Roma) tra fine novembre e inizio dicembre 2005. La mostra "24 FRAMES", una retrospettiva di film e video, una lezione di cinema e l'anteprima italiana dell'ultimo film di Cronenberg, "A History of Violence" sono gli ingredienti principali del progetto artistico.
L'evento è prodotto da Volumina in collaborazione con Toronto Antenna.
(01.09.2005)
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| La conferenza stampa di Park Chan-Wook |
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| Il grande regista coreano di "Sympathy for Lady Vengance", in gara alla manifestazione festivaliera, e la protagonista del film, la bellissima Lee Young-ae, arrivano in sala conferenze accolti da un caloroso applauso. Park Chan-Wook, conosciuto per film di grande impatto emotivo ha rilasciato una veloce intervista ricca di flash sulla sua attività degli ultimi anni. Ottoemezzo era in sala. |
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| Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido |
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| Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza. |
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| "Sympathy for Lady Vengance" è la vera sorpresa |
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| "Brokeback Mountain" il film in concorso di Ang Lee ha diviso il pubblico. Alla fine del film, qualcuno in sala grida “Aridatece John Ford!”: quanto di più sbagliato si potrebbe pregare, in parte perchè Ang Lee non sembra avere ambizioni tanto folli, e poi perché il suo film è proprio una radicale riscrittura del mito del macho del west. |
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| Essere "Beat" Takeshi |
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A Venezia ha già collezionato un Leone d'Oro, con il poetico "Hana-bi" nel 1997 e uno d'Argento con "Zatoichi" due anni fa. E adesso a sorpresa ci riprova con la sua ultima fatica "Takeshis'". Stiamo parlando di Takeshi Kitano, di cui, a festival iniziato, è stata annunciata la presenza in concorso.
"Takeshis'", già selezionato dal festival di Toronto, che aprirà i battenti l'8 settembre, era in gestazione dai tempi di "Sonatine". Al tempo "Beat" Kitano, come lo chiamano i suoi fan, stava appunto ideando un film su un autista di taxi che entra in un mondo immaginario all'interno della sua stessa mente. L'idea poi confluì in "Takeshis'" in cui Kitano è alle prese con due se stesso, l'uomo ordinario e l'uomo pubblico, la star "Beat" Takeshi per l'appunto. |
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| E a parlare adesso saranno i film |
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| ''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''. |
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| "Clooney e gli altri: i film non deludono" |
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Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruitosul concetto di esagerazione. |
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| Le sette spade di Tsui Hark |
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen. "L'autore del romanzo - ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale". |
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| Ritornano le giornate degli autori |
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton. |
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| Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati |
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| Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 . |
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