Leone d'Oro alla carriera
In Europa critici e cinefili l'hanno scoperto solo recentemente. E dire che ha alle spalle una carriera più che trentennale. Tant'è che i bambini di mezzo mondo sono cresciuti con i suoi cartoni animati da almeno due generazioni. E` Hayao Miyazaki, regista giapponese di successi internazionali come La principessa Mononoke (1997) e La citta` incantata (2001). Quest'ultimo gli valse un Orso d'Oro a Berlino e un Oscar , senza contare che nelle sale di tutto il mondo incasso` piu` di E.T . e Titanic .
Per i bimbi di oggi e di ieri invece il nome di Miyazaki e` legato alla serie televisiva Heidi , a cui collaboro` come disegnatore. Heidi debutto` nel 1974 ed allora continua ad essere replicata periodicamente sui nostri schermi.
Classe 1941, figlio di un industriale giapponese, Miyazaki oggi nel suo paese e` considerato una sorta di dio vivente.
Da giovane compie studi di economia e scienze politiche. Ma la sua vera passione il disegno, lo portera` lontano dall'azienda di famiglia. Nel 1963, infatti, entra alla Toei Duga, il piu` importante studio di animazione dell'epoca. E` li` che conosce Isao Takahata, il suo socio di sempre, il suo alter ego, con cui nel 1985 fonda lo Studio Ghibli. Ma prima di arrivare a fondare uno studio tutto suo, oggi leader nel settore dell'animazione giapponese, Miyazaki affrontera` un lungo periodo di formazione. La sua palestra furono le serie tv per bimbi degli anni '70. Da Lupin III a Conan il figlio di futuro , ognuna di esse ha lasciato un segno, nella memoria degli adulti di oggi.
Del 1982 e` il suo debutto con il suo primo lungometraggio Nausicaa, nato dalle tavole che disegnava la domenica per i nipoti. Miyazaki potrebbe essere appellato il Disney del Sol Levante, se non fosse che il maestro giapponese non gradisce affatto il parallelismo. Sara` che la Disney ha comprato i suoi film senza mai distribuirli al cinema, eccezion fatta per La principessa Mononoke , che usci' ma vietata ai minori di 14 anni. Di Disney Miyazaki proprio non tollera la leziosaggine del disegno e la sua sdolcinatezza. Del resto i suoi cartoon di sono davvero lontani da quelli made in Usa . I suoi personaggi possono essere buoni e crudeli allo stesso tempo, gli dei diventano spesso dei demoni e i principi dei dragoni sanguinari. La metamorfosi - spesso di persone in animali proprio come ne La citta` incantata – il senso della sorpresa e del mistero sono questi i tratti principali dei film di Miyazaki. Altro elemento che rende i film di Miyazaki molto personali sono le continue digressioni e i cambiamenti di registro e di ritmo. Insomma l'universo di Miyazaki e` molto lontano da quello zuccheroso di Biancaneve e compagnia.
In Italia abbiamo potuto apprezzare al cinema solamente La citta` incantata , mentre la sua ultima fatica Il castello errante di Howl e` stato presentato allo scorso Festival di Venezia e verrà distribuito in Italia in autunno.
Il paese europeo che piu` ama il disegnatore e regista del sol levante e` la Francia. In occasione dell'uscita al cinema de Il castello errante , a Parigi e` stata organizzata una esposizione all'Hotel de Monnaie. Miyazaki ha esposto fine a fine febbraio molti dei suoi disegni originali accanto a quelli di uno dei suoi piu` cari amici, il fumettista Moebius, al secolo Jean Giraud. E proprio in virtu` dell'amicizia che li lega da decenni, Miyazaki, schivo e allergico alla mondanità, ha inaugurato personalmente la mostra nel dicembre scorso. Un evento davvero epocale, se si considera che l'autore non venne in Europa neanche quando fu insignito dell'Orso d'Oro a Berlino. Presto però lo vedremo anche in Italia. La 62° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica gli conferirà il prossimo 9 settembre il Leone d'Oro alla carriera e gli dedicherà una giornata Miyazaki.
Negli ultimi anni ha piu` volte annunciato il suo ritiro dalle scene. Ma quest'inverno a Parigi a chi chiedeva se Il castello fosse allora la sua ultima fatica, Miyazaki ha risposto che non puo` assolutamente concludere la sua carriera cosi`. Il motivo? Il film si rivolge ad un pubblico adulto. “Devo percio` un altro film al mio pubblico, quello dei bambini” ha affermato Miyazaki, il quale sta gia` pensando ad una storia sul Giappone delle origini, lontano dai luoghi comuni a cui il cinema ci ha abituato.
(31.07.2005)
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| La conferenza stampa di Park Chan-Wook |
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| Il grande regista coreano di "Sympathy for Lady Vengance", in gara alla manifestazione festivaliera, e la protagonista del film, la bellissima Lee Young-ae, arrivano in sala conferenze accolti da un caloroso applauso. Park Chan-Wook, conosciuto per film di grande impatto emotivo ha rilasciato una veloce intervista ricca di flash sulla sua attività degli ultimi anni. Ottoemezzo era in sala. |
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| Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido |
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| Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza. |
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| "Sympathy for Lady Vengance" è la vera sorpresa |
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| "Brokeback Mountain" il film in concorso di Ang Lee ha diviso il pubblico. Alla fine del film, qualcuno in sala grida “Aridatece John Ford!”: quanto di più sbagliato si potrebbe pregare, in parte perchè Ang Lee non sembra avere ambizioni tanto folli, e poi perché il suo film è proprio una radicale riscrittura del mito del macho del west. |
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| Essere "Beat" Takeshi |
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A Venezia ha già collezionato un Leone d'Oro, con il poetico "Hana-bi" nel 1997 e uno d'Argento con "Zatoichi" due anni fa. E adesso a sorpresa ci riprova con la sua ultima fatica "Takeshis'". Stiamo parlando di Takeshi Kitano, di cui, a festival iniziato, è stata annunciata la presenza in concorso.
"Takeshis'", già selezionato dal festival di Toronto, che aprirà i battenti l'8 settembre, era in gestazione dai tempi di "Sonatine". Al tempo "Beat" Kitano, come lo chiamano i suoi fan, stava appunto ideando un film su un autista di taxi che entra in un mondo immaginario all'interno della sua stessa mente. L'idea poi confluì in "Takeshis'" in cui Kitano è alle prese con due se stesso, l'uomo ordinario e l'uomo pubblico, la star "Beat" Takeshi per l'appunto. |
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| Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido |
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David Cronenberg arriva per la prima volta al Festival di Venezia, nella veste inusuale di autore di un libro.
Si tratta di "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di quasi duecento immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta. |
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| "Clooney e gli altri: i film non deludono" |
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Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruitosul concetto di esagerazione. |
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| E a parlare adesso saranno i film |
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| ''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''. |
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| "La verità è l'unica notizia, il resto è ciarpame": Murrow secondo Clooney |
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"La verità è l'unica notizia, il resto è ciarpame" usava dire Edward R. Murrow, giornalista della Cbs che svelò i misfatti del senatore McCarthy nel 1953.
Sulla figura del celebre giornalista americano è incentrato l'ultimo film di George Clooney “Good night. And, good luck”, che inaugurerà il concorso veneziano.
"Il mio film non è solo un omaggio al grande Murrow - ci tiene a precisare Clooney - vuole comunicare che il buon notiziario non è un concetto antiquato, che il buon giornalismo d'inchiesta è ancora possibile". |
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| Le sette spade di Tsui Hark |
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen. "L'autore del romanzo - ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale". |
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| Ritornano le giornate degli autori |
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton. |
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| Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati |
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| Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 . |
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