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Scende il sipario sul Lido

Fu lanciato sotto i riflettori anni fa a Berlino con "Banchetto di Nozze", una storia d'amore gay, raccontata con ironia ed eleganza, che gli valse l'Orso d'Oro e la fama internazionale. Poi nel tempo Ang Lee ci ha abituati a continui cambi di registro e soprattutto di genere, sempre azzeccati quando non addirittura premiati: un altro Orso d'Oro lo portò a casa con l'adattamento  "Ragione e sentimento", mentre con "La tigre e il dragone" arrivò l'Oscar.  E ora a Venezia con "Brokeback Mountain", uno degli scandali annunciati del Lido per via della storia d'amore tra due cow boys, Ang Lee si porta a casa il Leone d'Oro. Nel genere western, ormai di tanto in tanto resuscitato a nuova vita, il machismo e l'amicizia virile non erano mai stati messi in discussione. Ma non è tanto questo l'elemento di novità. L'amore impossibile tra due mandriani è trattato come una love-story (lunga vent'anni) che potrebbe capitare a chiunque, a prescindere dai gusti sessuali.
Nato a Taiwan, ma statunitense d'adozione, Ang Lee ha prontamente commentato: "Venezia si conferma una ribalta privilegiata del cinema orientale e degli autori". E in effetti premiando Ang Lee la mostra premia un film tradizionale ben fatto, un film di stampo hollywoodiano, americano, ma anche un regista dell'Estremo Oriente, area geografica che quest'anno in Laguna ha davvero monopolizzato le cronache.
La giuria, presieduta dallo scenografo Dante Ferretti, ha assegnato, ad Abel Ferrara il Gran Premio della Giuria per "Mary", coproduzione anche italiana. Altro riconoscimento al nostro cinema la Coppa Volpi per la miglior attrice protagonista a Giovanna Mezzogiorno, interprete di "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini. Giovanna Mezzogiorno è brava protagonista nel ruolo di Sabina, una giovane donna che scopre tardivamente l'origine delle sue inquietudini. Il padre professore abusava del fratello, la madre professoressa sapeva ma copriva il marito, giustificandolo come un malato da proteggere.
la Mezzogiorno per una volta incarna un personaggio più lontano dai soliti cliché delle sue solite interpretazioni (da "L'ultimo bacio" a "La finestra di fronte") che non affronta la vita con energia e rabbia. La passerella veneziana della regista e del cast del film (Tiziana Rocca, Lo Cascio e la Finocchiaro) è stato il miglior lancio per la pellicola, uscita nelle sale venerdì. Il film della Comencini si e' piazzato subito al secondo posto della classifica stilata da Cinetel. Un record assoluto: è il piùalto incasso mai registrato in soli quattro giorni da un film italiano in concorso a Venezia.
Il francese Philippe Garrel, con "Les amants réguliers", storia di passione amorosa poco dopo il '68, ha invece conquistato il Leone d'Argento per la regia, oltre all'Osella per l'eccezionale contributo tecnico per la fotografia di William Lubtchansky.
Il grande favorito nel toto Leone d'Oro della vigilia,  "Goodnight, and Good Luck" di George Clooney si è aggiudicato l'Osella per la miglior sceneggiatura (firmata a quattro mani da Clooney assieme a Grant Heslov). La Coppa Volpi di miglior interprete maschile è andata a David Strathairn, protagonista di  del film di Clooney, che ha raccolto il plauso dei critici, molti dei quali lo definiscono il vincitore morale di questa 62ma edizione del festival.La giuria ha anche assegnato un Leone speciale ad IsabelIe Huppert per lo straordinario contributo al cinema, oltre ai Leoni d'Oro alla carriera già annunciati al maestro giapponese dell'animazione Miyazaki Hayao ed all'attrice Stefania Sandrelli.

(12.09.2005)

La conferenza stampa di Park Chan-Wook
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Il grande regista coreano di "Sympathy for Lady Vengance", in gara alla manifestazione festivaliera, e la protagonista del film, la bellissima Lee Young-ae, arrivano in sala conferenze accolti da un caloroso applauso. Park Chan-Wook, conosciuto per film di grande impatto emotivo ha rilasciato una veloce intervista ricca di flash sulla sua attività degli ultimi anni. Ottoemezzo era in sala.
 
Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido
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Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza.
 
Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido
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David Cronenberg arriva per la prima volta al Festival di Venezia, nella veste inusuale di autore di un libro.
Si tratta di  "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di quasi duecento immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta.
 
"Clooney e gli altri: i film non deludono"
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Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruitosul concetto di esagerazione.
 
E a parlare adesso saranno i film
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''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller  alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''.
 
Le sette spade di Tsui Hark
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da  Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen.  "L'autore del romanzo -  ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale".
 
Ritornano le giornate degli autori
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da  Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton.
 
Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati
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Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica  e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 .
 
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