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L'aldilà di Tim Burton risveglia la platea

E' Tim Burton a risollevare gli animi di giornalisti e addetti ai lavori ormai quasi provati da sette giorni di film e conferenze stampa.
L'autore, che assieme a Mike Johnson ha presentato a Venezia fuori concorso il cartoon "La Sposa Cadavere", è stato accolto dalla platea di giornalisti con applausi a scena aperta.
La storia, presa in prestito dal folclore popolare russo, è quella di un promesso sposo conteso alla sua amata da una sposa che viene dall'aldilà.
L'umorismo nero e lo stile del cartoon ci riportano alla mente un altro successo animato di Tim Burton "Nightmare before Christmas". Anche ne "La sposa cadavere" infatti pupazzi veri vengono mossi impercettibilmente e ripresi su scenografie tridimensionali fotogramma per fotogramma (stop motion). Un lavoro lungo e certosino, quello della tecnica "stop motion" che nell'era del digitale può sembrare un po' datato, ma che viene difeso a spada tratta da Tim Burton, uno dei pochi registi-artigiani rimasti. "Ciò che mi piace della tecnica stop motion è la sua fisicità. Anche l'animazione al computer, se fatta bene, è straordinaria. Ma per me è più emozionante stare in mezzo a scenografie ed attrezzi, camminare sulle scene e vedere la luce che illumina degli oggetti reali", si legge nelle note di regia del film.
I personaggi non hanno solo la voce delle star, ma anche le sembianze. Victor, protagonista tenero e imbranato è Johnny Depp, attore prediletto di Burton, che ha registrato negli stessi giorni in cui girava col regista "Charlie e la fabbrica di cioccolato" in uscita sui nostri schermi.
La sua amata Victoria è Emily Watson ("Le onde del destino") , la Sposa Cadavere ha le sembianze di Helena Bonham Carter ("Fight Club", "Il pianeta delle scimmie"), sua compagna nella vita.
L'aldilà di Tim Burton è divertente, mentre è il mondo dei vivi ad essere lugubre, e nel finale è messo sottosopra dal ritorno in terra di una brigata di scheletri. Ancora una volta a dare ritmo al film ci sono musiche e canzoni di Danny Elfman, compositore molto amato da Burton, che nel film dà anche la voce a Bonejangles, il capo degli scheletri.

(06.09.2005)
BR>FOTO: "Corpse Bride" di Tim Burton

Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido
fratelli grimm
Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'attesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza.
 
"Sympathy for Lady Vengance" è la vera sorpresa
winx
"Brokeback Mountain" il film in concorso di Ang Lee  ha diviso il pubblico. Alla fine del film, qualcuno in sala grida “Aridatece John Ford!”: quanto di più sbagliato si potrebbe pregare, in parte perchè Ang Lee non sembra avere ambizioni tanto folli, e poi perché il suo film è proprio una radicale riscrittura del mito del macho del west.
 
Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido
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David Cronenberg arriva per la prima volta al Festival di Venezia, nella veste inusuale di autore di un libro.
Si tratta di  "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di quasi duecento immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta.
 
"Clooney e gli altri: i film non deludono"
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Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruitosul concetto di esagerazione.
 
E a parlare adesso saranno i film
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''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller  alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''.
 
Le sette spade di Tsui Hark
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da  Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen.  "L'autore del romanzo -  ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale".
 
Ritornano le giornate degli autori
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da  Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton.
 
Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati
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Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica  e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 .
 
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