E' l'ora di un primo bilancio
"Non ci sono ancora dati ufficiali sulle presenze, ma abbiamo dei segnali positivi che ci arrivano dagli albergatori e dagli altri operatori del settore". A parlare così è il presidente della Biennale Davide Croff, che ad una settimana dall'inizio del festival traccia un primo bilancio della manifestazione.
Positivi anche i riscontri sulle misure di sicurezza, uno dei cavalli di battaglia di chi ama polemizzare sul festival. "All'inizio eravamo molto preoccupati - dice il presidente della Biennale - invece sta andando tutto molto molto bene".
Dopo i fischi alla proiezione per la stampa per "I giorni dell'abbandono" di Roberta Faenza, il presidente della Biennale Croff, smentisce con un sorriso il sospetto di una Mostra con pregiudizi antitaliani: "siamo in Italia, se vince la Ferrari siamo più contenti!".
E' d’accordo il direttore della Mostra, Marco Muller, che ricorda "non è cinema italiano solo quello firmato da registi italiani, con attori italiani e parlato nella nostra lingua...". Anche "Mary" di Abel Ferrara, accolto da lunghi applausi e standing ovation alla proiezione ufficiale, è un film prodotto dall'Italia, e girato a Roma e dintorni. Quanto al pregiudizio delle giurie del Lido, è il Muller produttore a rispondere :"io qui ho vinto tre Leoni d'argento, con '17 anni', 'Il voto e' segreto' e 'Fango'". Non tarda la replica del produttore Domenico Procacci: "Le scelte di Muller sono coerenti con la sua idea che la Mostra non debba scoprire nuovi talenti, ma fotografare il presente. E' un'idea che non condivido, come pure non credo che il direttore di un festival si debba preoccupare di aiutare l'uscita in sala dei film. Quello è un problema che riguarda noi produttori e distributori".
E sull'ipotesi di un'eventuale sconfitta dei nostri film in concorso, sia Müller che Croff non drammatizzano. "Non è un problema se non si vince il Leone d'Oro – dice il presidente della Biennale - anche se è logico da italiani fare il tifo per le nostre opere".
Intanto l' 8 settembre al Lido verrà presentato il nascente festival di Roma, quello che secondo i giornalisti ruberà la scena alla kermesse veneziana. "Non vedo concorrenza ma solo complementarietà tra le due manifestazioni" sottolinea Croff che auspica che il ministro Buttiglione suggelli la collaborazione tra Venezia e Roma.
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07.09.2005)
FOTO: Davide Croff, presidente della Biennale
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| Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido |
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| Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza. |
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| "Sympathy for Lady Vengance" è la vera sorpresa |
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| "Brokeback Mountain" il film in concorso di Ang Lee ha diviso il pubblico. Alla fine del film, qualcuno in sala grida “Aridatece John Ford!”: quanto di più sbagliato si potrebbe pregare, in parte perchè Ang Lee non sembra avere ambizioni tanto folli, e poi perché il suo film è proprio una radicale riscrittura del mito del macho del west. |
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| Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido |
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David Cronenberg arriva per la prima volta al Festival di Venezia, nella veste inusuale di autore di un libro.
Si tratta di "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di quasi duecento immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta. |
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| "Clooney e gli altri: i film non deludono" |
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Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruito sul concetto di esagerazione. |
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| E a parlare adesso saranno i film |
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| ''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''. |
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| Le sette spade di Tsui Hark |
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen. "L'autore del romanzo - ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale". |
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| Ritornano le giornate degli autori |
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton. |
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| Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati |
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| Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 . |
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