Tra Garrel e Battiato: la noia lambisce il Lido
Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza.
"Les Amants Réguliers" di Philip Garrel è diviso per capitoli e girato in un raffinato bianco e nero; peccato che sia il solito ritratto nostalgico del '68: ragazzi belli, capelloni, artisti, bohémiens, che passano il tempo a fumare. La vicenda è un classico “boy meets girl” sullo sfondo dei moti studenteschi: alla fine lei se ne va in America e lui si suicida, in un capitolo intitolato pomposamente Il Sonno dei Giusti . Più ironia e distacco non guasterebbero, ma lo stesso Garrel in conferenza stampa ha ammesso che coi suoi film vuole dare “una testimonianza della Rivoluzione”.
"Musikanten" di Battiato è lo scult della Mostra! Ci vuole davvero tutta la nostra fede nella serietà di Battiato come musicista per digerire la sua pseudobiografia di Beethoven, interpretato da Alejandro Jodorowsky che sembra un incrocio fra Funari e Mr. Hyde, Sonia Bergamasco travestita da principino e Fabrizio Gifuni che recita con un accento indefinibile. Ma nella parte di film ambientata nel presente, sempre con Bergamasco e Gifuni, allora Battiato si fa insalvabile: dialoghi all'insegna del sofismo a buon mercato, ridicolaggini tipo “Prendi contatto col tuo alluce destro”, medioevo prossimo venturo di bassa lega. Il pubblico ovviamente ha reagito a suon di risate, meritatissime.
Segue "Elizabethtown" di Cameron Crowe, perfettamente rispondente a ciò che ci si attende da Crowe: commedia piacevole e divertente, storia d'amore che sembra fallire ma alla fine trionfa, strade americane bagnate da tanto rock'n'roll, lezioni di senso della vita. Prevedibile, ma molto godibile, colorato ed ottimista, un buon contraltare per l'autorialità pesante a cui i Festival purtroppo abituano il pubblico.
Ultimo appuntamento della giornata,"I Fratelli Grimm", l'atesissimo nuovo film del disgraziato Terry Gilliam: certo, viste le traversie economiche del regista ci si chiede perché una buona volta non faccia un film con un budget minore; c'è però da sperare che questa sua ultima fatica abbia successo sul mercato, perché è in effetti un buon film fantasy con attori perfetti (compresa la strega Bellucci) e molte suggestioni visive. Gilliam non raggiunge il genio di Tim Burton di "Sleepy Hollow" ma ci si avvicina abbastanza.
E infine un'incursione nel cinema cinese, quello però della retrospettiva. Un crudele spaccato sui bassifondi di Shanghai, girato però come commedia. I ragazzi protagonisti mettono la loro simpatia al servizio di una storia che ricorda La Bohéme , in cui la prostituta amareggiata (un'attrice dal sorprendente aspetto espressionista) e rifiutata dalla società aiuta la sorellina a mettersi in salvo dal viscido padrino, che la vuole vendere ad un signorotto; naturalmente la ragazzina riesce ad essere salvata dal ragazzo che ama, mentre la prostituta muore. Ben scritto e denso di particolari: la Storia entra nelle strade dei poveri ma non ne cambia la mente. E' "Angeli della strada" (1934).
(03.09.2005)
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| La conferenza stampa di Park Chan-Wook |
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| Il grande regista coreano di "Sympathy for Lady Vengance", in gara alla manifestazione festivaliera, e la protagonista del film, la bellissima Lee Young-ae, arrivano in sala conferenze accolti da un caloroso applauso. Park Chan-Wook, conosciuto per film di grande impatto emotivo ha rilasciato una veloce intervista ricca di flash sulla sua attività degli ultimi anni. Ottoemezzo era in sala. |
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| "Sympathy for Lady Vengance" è la vera sorpresa |
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| "Brokeback Mountain" il film in concorso di Ang Lee ha diviso il pubblico. Alla fine del film, qualcuno in sala grida “Aridatece John Ford!”: quanto di più sbagliato si potrebbe pregare, in parte perchè Ang Lee non sembra avere ambizioni tanto folli, e poi perché il suo film è proprio una radicale riscrittura del mito del macho del west. |
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| Le Red Cars di Cronenberg sbarcano al Lido |
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David Cronenberg arriva per la prima volta al Festival di Venezia, nella veste inusuale di autore di un libro.
Si tratta di "Red Cars", un libro d'artista che contiene una sua sceneggiatura inedita, scritta poco dopo aver girato "Crash", trasposta non già in pellicola, ma su pagine. Una ricca collezione di quasi duecento immagini, tra fotografie tratte dall'archivio della Ferrari, disegni di motori, spaccati tecnici e altro materiale iconografico, si intreccia ad un'avvincente storia ambientata nell'ambiente della Formula Uno degli anni Sessanta. |
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| "Clooney e gli altri: i film non deludono" |
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Quest'anno il Lido è blindato dai metal detector e da un'impressionante quantitàdi poliziotti che scrutano intorno.
In effetti questo non giova all'immagine della Mostra, che tenta di darsi un tono di serietà ‘à la Cannes', ma riesce solo ad irritare il pubblico.
Per fortuna i film non deludono: ad aprire laMostra è stata l'epopea Seven Swords di Tsui Hark, un film tutto costruitosul concetto di esagerazione. |
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| E a parlare adesso saranno i film |
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| ''Basta con i pregiudizi, adesso si va alla verifica attiva". A parlare così è Marco Muller alla vigilia del taglio del nastro della 62ma Mostra del Cinema di Venezia. Al suo secondo anno da direttore, Muller ritiene premature alcune delle critiche mosse a questa edizione nelle ultime settimane. ''L'unico rimpianto - sottolinea il direttore della Mostra - e' di non essere stati abbastanza chiari e propositivi nel difendere la programmazione. Alcuni hanno gia' espesso un giudizio definitivo su questo festival senza neanche avere iniziato a vedere i film''. |
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| Le sette spade di Tsui Hark |
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Ambientato nel 1660, "Seven Swords" narra le vicende del Villaggio delle Arti Marziali, messo in pericolo da un bando del nuovo governo della Dinastia Ching.
Tratto dal romanzo di Liang Yu-Shen, il film è interpretato da una star di Hong Kong, Leon Lai, da Charlie Young e dalla più famosa Donnie Yen. "L'autore del romanzo - ha spiegato Tsui hark in conferenza stampa - è stato il primo a dare vita al genere wuxia ad Hong Kong: era un giornalista di uno dei piú grandi quotidiani locali e le sue storie avevano un successo enorme e facevano vendere molte copie del giornale". |
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| Ritornano le giornate degli autori |
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Hanno debutato l'hanno scorso portando al Lido una selezione di film europei. Ritornano quest'anno con l'idea di allargare lo sguardo al mondo intero. Sono le Giornate degli Autori, che si terranno a Venezia, nell'ambito della 62. Mostra Internazionale del Cinema, dall'1 al 10 settembre, tra il Casinò (Sala Perla) e la Villa degli Autori (a due passi dall'Hotel Excelsior).
Nata sul modello della Quinzaine cannese e dall'impegno di Anac e Api, la sezione è presieduta da Roberto Barzanti, con vicepresidenti sono Emidio Greco e Citto Maselli. Delegato Generale è Giorgio Gosetti, affiancato da un ristretto gruppo di consulenti internazionali: Agnès-Catherine Poirier, Tadeusz Sobolewski e Adrian Wootton. |
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| Bianchi: per quest'anno anche i critici vengono premiati |
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| Quest'edizione del Premio Bianchi sarà autoreferenziale. I giornalisti cinematografici a Venezia celebreranno Lello Bersani, le firme storiche della critica e, più in generale, i tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi' televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell'Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che ha deciso di offire il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005 . |
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