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Per i gli amanti del cinema, il tradizionale ponte dei santi si celebra secondo un unico rituale: ci si reca a Firenze al festival France Cinéma.
Quest'anno gli incontri fiorentini si aprono il 30 ottobre per chiudere i battenti il 5 novembre 2006. Ma questo bel rituale chissà ancora per quanto si potrà celebrare. Da quando France Cinéma ha raggiunto la maggiore età ha dovuto fare i conti con budget sempre più limitati.
Tant'è che questa ventunesima edizione del festival si svolgerà priva di concorso e divise in due sezioni: la retrospettiva e la sezione "Panorama".
Tagli consistenti da parte degli sponsor e la concorrenza della Festa di Roma hanno inferto un colpaccio a France Cinéma, rassegna organizzata da Aldo Tassone e Francoise Pieri con una invidiabile ed eroica forza creativa. Ed è la loro passione ad attrarre a Firenze per il ponte dei santi attori, cinematografari, critici e un pubblico numerosissimo anche alle proiezioni pomeridiane, cosa non da poco se si pensa che la retrospettiva non è sottotitolata.
Il successo del festival si deve non solo alla qualità delle pellicole che passano a Firenze, ma anche alla splendida atmosfera di convivialità che la squadra di Tassone e Pieri sa creare al cinema Gambrinus e all'Istituto francese di piazza Ognissanti. Il paradosso però è che la crescita del pubblico è inversamente proporzionale a quella degli sponsor.
Così di anno in anno France Cinéma sta praticando una cura dimagrante forzata, meno giorni di proiezioni prima, ora persino meno film e niente concorso per la prima volta. Lapidario Tassone: "Non è esagerato dire che ci siamo arrampicati sugli specchi per non chiudere Frane Cinéma".
Il pezzo forte di questa 21ma edizione è la retrospettiva dedicata ad un grande attore francese, Philippe Noiret, molto amato dal nostro cinema e dal pubblico italiano. E' la prima volta che France Cinéma dedica la sua tradizionale retrospettiva ad un attore. In passato nel mirino della rassegna francese c'erano stati registi e correnti cinematografiche, come la Nouvelle Vague.
Ma la scelta di quest'anno, fuori dai soliti canoni, che vogliono che una retrospettiva sia il regno incontrastato di un regista o di uno sceneggiatore, è davvero azzeccata.
E poi il festival fiorentino se fosse un attore forse sarebbe proprio Philippe Noiret. Per cominciare Noiret ha costruito la sua carriera tra Francia e Italia. Quell'ironia, quel non prendersi mai sul serio, quel fascino elegante di Philippe Noiret, grandissimo attore purtroppo poco celebrato, sono anche un po' la cifra di France Cinéma.
A impreziosire la retrospettiva un volume che non può mancare in una biblioteca di cinema che si rispetti. Il catalogo, dedicato a Noiret a cura di Aldo Tassone e Joel Magny, raccoglie testimonianze di prima mano dei registi con cui l'attore ha lavorato, tra gli italiani Monicelli Tornatore, Montaldo, tra i francesi Tavernier e anche qualche collega, come Sabine Azema, che sarà in carne ossa a Firenze, non solo per celebrare il compagno di set, ma anche per presentare l'ultimo film di Resnais "Coeurs", premiato all'ultima edizione del festival di Venezia.
La retrospettiva parte subito alla grande con un tris di pellicole formidabili: "Une semine de vacances" e "L'horloger de Saint Paul" di Tavernier e "Speriamo che sia femmina" di Monicelli, regista che nel weekend sarà presente a Firenze. La sezione Panorama, dedicata ai film della stagione 2005-2006, mostra invece sette film, in luogo della tradizionale dozzina, e si apre il 31 ottobre con una commedia sui bizzarri giochi del caso, "Du jour au lendemain" di Philippe Leguay.
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