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16/05/2006
di Sabina Prestipino
De la Iglesia: "Chi non pensa in maniera ironica non pensa"
E' dedicata ad Alex de la Iglesia, il cattivo ragazzo del cinema spagnolo, la retrospettiva completa del Napoli Film Festival. Arrivato nel capoluogo campano, il regista de "La comunidad" e "Crimen perfecto" ha annunciato a giornalisti e fan  i suoi prossimi progetti.
Il ritorno sul set è previsto per ottobre per girare "Oxford Crimes", tratto dal romanzo “Crimines imperceptibles” dello scrittore argentino Guillermo Martinez.
“I protagonisti sono due matematici, uno studente francese e il suo professore, coinvolti nella risoluzione di un delitto in un college inglese, che si sfidano a colpi di logica. Sarà un thriller classico,senza le mie solite divagazione di humor nero”, ha dichiarato il popolare regista spagnolo. “Questo film fa parte di un mio percorso di
maturazione. Ciò non significa che abbandonerò l'ironia. Secondo me chi non pensa in maniera ironica, non pensa”. E giù allora  a fare dell'auto-ironia.“So di essere brutto, grasso e cattivo e questo mi crea un sacco di problemi con le donne. Mi piace mettere questi aspetti del mio carattere nei film che faccio. Per me è una sorta auto analisi. Sto facendo dei grossi sforzi per cambiare, anche se mi rendo conto dei rischi che corro da un punto di vista stilistico”.
Di ironia mista a humour nero De La Iglesia ne ha da vendere. Per i lettori che sanno lo spagnolo, da non perdere il suo blog "Diario de un neurastenico" http://www.clubcultura.com/clubcine/clubcineastas/delaiglesia/show.php. Blog che è solo una delle sezioni del suo sito ufficiale, in cui tra le varie chicche vi segnaliamo l'intervista che il cineasta De la Iglesia fa al cittadino de la Iglesia http://www.clubcultura.com/clubcine/clubcineastas/delaiglesia/ing/entrevista01.htm.

Tornando a Napoli, c'è un altro progetto che frulla nella mente dello spagnolo, un soggetto si direbbe più in sintonia con l'immagine dello sceneggiatore  e regista  che conosciamo. Il progetto ha già un titolo"Think about Disney", ma è in cerca di un produttore.
Il vecchio Walt c'entra poco e niente. La storia è quella di un uomo che dopo un incidente vede l'inferno sulla terra e deve combattere contro terribili demoni. In seguito scoprirà di non essere il solo: c'è infatti addirtittura un esercito di resistenza urbana che ha eletto a proprio quartier generale i parchi a tema e scaccia i demoni cantando le canzoni dei popolari cartoni della Disney.
“Sto cercando i finanziamenti per quello che dovrebbe essere il film più costoso della mia carriera. Prevedo un budget di circa 20 milioni di dollari. L'ho proposto a tutte le major di Hollywood che si sono dette affascianate dal progetto" ma per ora non c'è n'è una che l'abbia appoggiato. Lo stesso de la Iglesia ammette "per il
timore di profanare il nome di Disney”.

Diario de un neurastenico
http://www.clubcultura.com/clubcine/clubcineastas/delaiglesia/show.php

Auto intervista
http://www.clubcultura.com/clubcine/clubcineastas/delaiglesia/ing/entrevista01.htm
Tra il serio e il faceto, il lavoro secondo Della Casa

Abbiamo raggiunto Steve Della Casa al telefono a Terni, proprio mentre è in corso il festival. E non abbiamo resistito a chiedergli quale fosse la "specialità Della Casa" nel menù di Terni.
"Di festival del cinema in Italia ce ne sono tanti, ma la particolarità di questo è che parla di un tema serissimo, come il lavoro, in maniera profonda, ma allo stesso tempo con venature di leggerezza - spiega il direttore artistico - L'idea è quella di alternare l'impegno con l'intrattenimento". Un esempio?

Berlino: dalla parte degli emarginati

La 56ma edizione del festival, conclusasi il 19 febbraio scorso, molto radicata nel presente,  era stata definita ancor prima di iniziare una rassegna "politica" dal suo stesso direttore Dieter Kosslick. La cruda attualità dei conflitti che in questi anni hanno sconvolto il mondo (e continuano a farlo) sono stati al centro anche del verdetto della giuria, presieduta dall'attrice francese CharlotteRampling. Una giuria rigorosa, che ha mostrato di non fare lo struzzo di fronte a temi scottanti e ha accolto in un certo senso l'invito metaforico di alcuni cineasti in concorso a schierarsi con gli emarginati e i perdenti della storia.

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