| Tanovic e Bellocchio a Terni
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E' nato nel 2003 con l'intento di promuovere la cultura cinematografica legata ai temi del lavoro, in un territorio, l'Umbria, che vive la sfida di riconvertire il proprio tessuto industriale, in un nuovo distretto della produzione audiovisiva. E' Cinema &/è Lavoro , il festival cinematografico che fino al 14 maggio è in corso a Terni. Diretto per il primo anno da Stefano della Casa , ex direttore del Torino Film Festival, nonché da poco insediatosi alla testa della Film Commission sabauda, il festival umbro è stato inaugurato l'8 maggio.
Alla quarta edizione, la rassegna si sta velocemente facendo le ossa, come si dice in gergo, e quest'anno sfodera un calendario fitto di appuntamenti e non privo di qualche chicca per cinefili. In particolare ci riferiamo all'appuntamento dell' 11 maggio , un'intervista incrociata tra Danis Tanovic , il regista del premio Oscar "No Man's Land" e Marco Bellocchio in partenza per la Croisette, dove presenterà "Il regista di matrimoni". Davvero un colpo da meaestro riuscire a mettere insieme due registi di due generazioni diverse, entrambi dotati di una buona dose di humour nero. L'inedito accostamento Bellocchio-Tanovic ci riporta a quel cinema d'autore capace di declinare temi profondi e inquietanti con talento visionario e un sarcasmo. E soprattutto lontano dalla retorica.
Cinema impegnato - La serata di venerdì 12 maggio è all'insegna del cinema impegnato anni Settanta. Sarà proietatto "La classe operaia va in paradiso. Retroscena di un film novarese", diretto da Serena Checcucci e Enrico Omodeo Salè dedicato alla lavorazione, nei primi anni Settanta, del film di Elio Petri girato a Novara. Il film, interpretato da Gian Maria Volontè, è stato uno dei grandi successi della stagione in cui in cinema italiano si mostrava particolarmente attento alle tensioni politiche e sociali.
Il documentario ripercorre la lavorazione del film e il coinvolgimento di tanti “attori presi dalla strada” nella Novara dell'epoca. Solo che, per l'appunto, l'epoca era davvero speciale e anche le comparse hanno molti ricordi legati non soltanto al film. La serata sarà presentata da Massimo Ghini , attore molto attivo in teatro, cinema e televisione ma in questa occasione soprattutto attento conoscitore delle straordinarie capacità recitative del grande Volontè.
Largo ai giovani - Sabato 13 maggio è invece una giornata dedicata ai giovani talenti del nostro cinema . Sarà a Terni Pierfrancesco Favino , reduce dal successo televisivo di "Bartali" e dal premio ai David di Donatello, è uno degli attori più completi, capace di interpretare ruoli comici e parti drammatiche, a suo agio con personaggi leggeri ma anche in storie cupe e cariche di tensione.
Grande attes anche per Anita Caprioli, che alterna da sempre ruoli di grande successo ("Cime tempestose", "Manuale d'amore") ad interpretazioni in film più difficili (come il recente "Onde"), mostrando di saper giocare su più registri, cosa non così comune tra i nostri attori. La coppia, come è ormai tradizione a Terni, ci farà riflettere sul mestiere dell'attore.
A conclusione dell'incontro, il festival gioca la carta dell'anteprima nazionale: "Tristram Shandy: a Cock & Bull Story", il nuovo film di Micheal Winterbottom, metacinema post-moderno tratto con la consueta maestria da uno dei capolavori della letteratura inglese.
Maratona CGIL - La giornata conclusiva, il 14 maggio , prevede una grande maratona dedicata al centenario della C.G.I.L. con la proiezione dei venti corti sul tema del lavoro, finalisti del concorso indetto dalla C.G.I.L. Nazionale. Un secolo di vita che il grande sindacato ha voluto festeggiare stimolando i nuovi cineasti con un'iniziativa riservata ai giovani, proprio in vista di un anniversario che non vuole guardare al passato ma soprattutto al futuro. Seguirà il documentario di Mimmo Calopresti "Scioperi", un montaggio “ironico e indignato” di immagini e visioni che il cinema italiano ha dedicato al tema del lavoro: quasi un manifesto del nostro festival.
A concludere questa edizione di Cinema &/è Lavoro sarà Andra Rivera , moderno cantastorie, da due stagioni importante presenza fissa del programma di Serena Dandini "Parla con me", il quale proporrà "Prossime Aperture", spettacolo di teatro-canzone che ha la forza di “smuovere il pensiero” attraverso il vitale coinvolgimento del pubblico come si conviene ad un'artista di strada.
Terni quindi si sta a mano a mano affermando come una piccola "New entry" nella cartina cinematografica dell'Italia, sempre meno romano-centrica. A dimostrazione di questa nuova veste della cittadina umbra non c'è solo il festival. Se il 14 maggio si spengono i riflettori sulla kermesse cinematografica, il 15 maggio a Terni un grande regista inizia le rirpese per il suo nuovo film.
Iniziano le riprese del nuovo film di Krzysztof Zanussi,il regista di "Persona non grata". Il primo ciak de "Il sole nero" con Valeria Golino avrá luogo lunedì 15 maggio 2006 presso gli 'Umbria Studios' di Papigno (Terni). La produzione si sposterá poi in Sicilia, a Catania e Siracusa.
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| Tra il serio e il faceto, il lavoro secondo Della Casa |
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Abbiamo raggiunto Steve Della Casa al telefono a Terni, proprio mentre è in corso il festival. E non abbiamo resistito a chiedergli quale fosse la "specialità Della Casa" nel menù di Terni.
"Di festival del cinema in Italia ce ne sono tanti, ma la particolarità di questo è che parla di un tema serissimo, come il lavoro, in maniera profonda, ma allo stesso tempo con venature di leggerezza - spiega il direttore artistico - L'idea è quella di alternare l'impegno con l'intrattenimento". Un esempio?
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| Berlino: dalla parte degli emarginati |
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La 56ma edizione del festival, conclusasi il 19 febbraio scorso, molto radicata nel presente, era stata definita ancor prima di iniziare una rassegna "politica" dal suo stesso direttore Dieter Kosslick. La cruda attualità dei conflitti che in questi anni hanno sconvolto il mondo (e continuano a farlo) sono stati al centro anche del verdetto della giuria, presieduta dall'attrice francese CharlotteRampling. Una giuria rigorosa, che ha mostrato di non fare lo struzzo di fronte a temi scottanti e ha accolto in un certo senso l'invito metaforico di alcuni cineasti in concorso a schierarsi con gli emarginati e i perdenti della storia. |
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