| Tra il serio e il faceto, il lavoro secondo Della Casa
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Dal 1999 al 2002 è stato direttore del Torino Film Festival. Ma al festival torinese ci lavorava già dal 1984, quando ancora si chiamava "Festival del Cinema Giovani". Fresco di nomina alla testa del Film Commission piemontese, lo ritroviamo di nuovo a dirigere un festival. E' Steve Della Casa, che da quest'anno dirige il festival "Cinema &/e Lavoro", che si svolge fino a domenica 14 maggio a Terni. Infaticabile appassionato di cinema, Della Casa è l'autore e conduttore televisivo "La 25ma ora – il cinema espanso" in onda a tarda ora su La 7, collabora con il quotidiano "La Stampa" e con numerose riviste di cinema, senza contare che ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul cinema. E prima ancora che Tarantino desse il la al revival di Mario Bava, lui ne tesseva le lodi e ne parlava come fosse la quintessenza delal cinefilia.
Abbiamo raggiunto Steve Della Casa al telefono a Terni, proprio mentre è in corso il festival. E non abbiamo resistito a chiedergli quale fosse la "specialità Della Casa" nel menù di Terni.
"Di festival del cinema in Italia ce ne sono tanti, ma la particolarità di questo è che parla di un tema serissimo, come il lavoro, in maniera profonda, ma allo stesso tempo con venature di leggerezza - spiega il direttore artistico - L'idea è quella di alternare l'impegno con l'intrattenimento". Un esempio? Uno dei film più di richiamo del festival è "Neil Young: Heart of Gold", l'ultimo film di Jonathan Demme. Passato al Sundance Festival di Robert Redford, e a Terni il 9 maggio in anteprima nazionale, il film mostra il lavoro dell'artista, la costruzione della scena, la riproposizione di canzoni che hanno segnato un'epoca. Contemporaneamente la pellicola ci regala il volto noto e quello più segreto di uno dei più grandi protagonisti della scena musicale contemporanea. Il tutto raccontato con la maestria del regista de "Il silenzio degli Innocenti" e "Philadelphia".
Tra proiezioni e dibattiti, succede quindi che Terni diventi crocevia di attori, di registi e di autori più disparati, uniti da un unico comun denominatore, il tema del lavoro, che sia opera artistica o più prosaica attività, finalizzata a portare a casa la pagnotta. E' così è accaduto di seguire un dibattito tra due registi "engagé" come Tanovic e Bellocchio, di nuovo nelle sale e prossimamente a Cannes con "Il regista di matrimoni" (foto), e di incontrare i propri beniamini della soap "Un posto al sole" (ospiti del festival c'erano Patrizio Rispo e Ilenia Lazzarin ).
Che c'entra "Un posto al sole"? C'entra e come, assicura Della Casa. "Se si pensa che la sede Rai di Napoli stava per chiudere e ora grazie ai successi di 'Un posto al sole' e de 'La squadra' dà lavoro a moltissime persone ...". Et voila! Un'occasione di intrattenimento popolare, come l'incontro dei divi dell'appuntamento serale di Rai Tre, si trasforma anche in un utile approfondimento su come si costruisce un successo televisivo.
"A me piace pensare al cinema come specchio fedele di ciò che si discute nel mondo - spiega Della Casa - e il lavoro e le sue problematiche è uno dei grandi temi di cui si parla adesso".
E proprio sulle problematiche del lavoro che c'è, ma è mal pagato, che c'è ma è precario Della Casa suggerisce di non perdere il documentario di un altro torinese, Armando Ceste. In "Porca Miseria!" Ceste fa sfilare storie apparentemente diversissime tra loro che però hanno in comune l'imprescindibile esperienza umana del lavoro. E in questo caso da ridere c'è ben poco. Rodolfo, cassaintegrato cinquantenne, non riesce a trovare un altro lavoro e come lui tantissimi giovani che sono costretti alla precarietà; un pensionato, dopo una vita di lavoro e sacrifici, non riesce ad arrivare a fine mese ed e è costretto all'illegalità per sopravvivere; alcune coriste del Teatro Regio di Torino decidono di ricorrere allo sciopero della fame per protesta contro i tagli finanziari alla cultura e per tentare di mantenere il posato di lavoro; Ivano dopo aver lavorato in fabbrica, decide di vivere d'elemosina . Tra stipendi risicati e l'incertezza del domani va in scena "un ritratto delle nuove povertà".
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| Tanovic e Bellocchio a Terni |
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E' nato nel 2003 con l'intento di promuovere la cultura cinematografica legata ai temi del lavoro. E' Cinema &/è Lavoro , il festival cinematografico che fino al 14 maggio è in corso a Terni. Diretto per il primo anno da Stefano della Casa , la rassegna si sta velocemente facendo le ossa con grandi chicche. In particolare ci riferiamo all'appuntamento dell' 11 maggio , un'intervista incrociata tra Danis Tanovic , il regista del premio Oscar "No Man's Land" e Marco Bellocchio in partenza per la Croisette.
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| Berlino: dalla parte degli emarginati |
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La 56ma edizione del festival, conclusasi il 19 febbraio scorso, molto radicata nel presente, era stata definita ancor prima di iniziare una rassegna "politica" dal suo stesso direttore Dieter Kosslick. La cruda attualità dei conflitti che in questi anni hanno sconvolto il mondo (e continuano a farlo) sono stati al centro anche del verdetto della giuria, presieduta dall'attrice francese CharlotteRampling. Una giuria rigorosa, che ha mostrato di non fare lo struzzo di fronte a temi scottanti e ha accolto in un certo senso l'invito metaforico di alcuni cineasti in concorso a schierarsi con gli emarginati e i perdenti della storia. |
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