| “Lucky number Slevin”, tra le cartucce migliori del Miff |
La sua struttura organizzativa sembra ancora molto lontana dai grandi festival, e forse proprio per questo il Miff qualche sorpresa riesce regalarla agli spettatori.
“Lucky number Slevin”, thriller con attori dai nomi altisonanti (Bruce Willis, Morgan Freeman, Ben Kingsley), è un film di grande stile formale, con dialoghi brillanti che strizzano l'occhio a Tarantino. Se si vuole trovare un difetto l'impianto narrativo del film è talvolta complesso e non comprensibile al primo istante. Ma è un peccato veniale perchè l'opera di Paul McGuigan, si sviluppa su continui colpi di scena, identità celate, verità apparenti.
Slevin (Josh Hartnett) si reca a trovare un amico a New York. Fatica sprecata. L'amico non è a casa, e anzi sembra sparito. Ormai in città Slevin trascorre la notte prima di ripartire, ma qualcuno (il Boss Morgan Freeman), che crede sia lui l'abitante dell'appartamento, gli ricorda che c'è una somma che non è stata restituita.
Da qui la situazione già complessa diviene ancor più intricata, perchè alcune situazioni mostrate agli spettatori, non è detto che siano accadute.
McGuigan, scozzese, nasce come fotografo di mondi patinati e fake , come la moda , e ritiene che lavorare sugli attori sia una delle basi del suo cinema.

“E' importante stare bene con gli interpreti e creare un'atmosfera di distensione”, dichiara il regista, “e per ‘Lucky number Slevin', questo clima divertito mi ha consentito di ottenere da grandi interpreti come Morgan Freeman, Bruce Willis e Ben Kingsley, la migliore espressione dei dialoghi scritti per il film. La tranquillità del set si è così trasferita sullo schermo”.
“Inoltre,” aggiunge McGuigan, “questo è un thriller dal volto umano dove gli effetti speciali sono superati dal lato personale dei protagonisti. Questo effettivamente è un approccio innovativo a un genere che rischia sempre di cadere nello sterotipo”.
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