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30/03/2006
di Sabina Prestipino
Debutto di Virzì Jr. all'Infinity Festival di Alba
Una volta c'erano solo i Taviani. Adesso invece i fratelli cinematografari imperversano. E dopo i Muccino, arrivano anche i Virzì.
Debutta infatti dietro alla macchina da presa il fratello minore di Paolo Virzì, Carlo. Il suo esordio da regista  "Adelmo torna da me"  viene presentato in anteprima  in concorso Alba International Film Festival - Infinity, in programma dal  31 marzo all'8 aprile.
Adattamento dell'omonimo romanzo di Teresa Ciabatti, che è stata coinvolta nella sceneggiatura dell'opera,  il debutto di Virzì Junior è una commedia sentimentale agrodolce. Prodotta da Cattleya insieme a Rai Cinema, la pellicola sarà in sala all'inizio di luglio, distribuita  da 01.
La vicenda di "Adelmo torna da me" è ambientata alla fine degli anni '80, poco prima di Tangentopoli e della caduta del
Muro. Insomma ha speigato l'esordiente il periodo dell'Italia quinta potenza industriale, di  Craxi e dei governi tecnici. Un periodo che deve essere caro ai Virzì Bros. proprio questa frase ci rimanda con la mente all'incipit di un film del fratello Paolo. Il periodo dell'Italia quinta potenza del mondo non era quello de "La bella vita" con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini?
Tra l'altro il legame tra i due fratelli sul set e nella vita è davvero forte. Paolo  ha partecipato alla sceneggiatura del fratello esordiente. Mentre Carlo ha firmato diverse colonne sonore dei film di Paolo.
Con il suo gruppo musicale, gli Snaporaz, ha firmato le musiche di "Ovosodo" e "Baci e abbracci", da solo quelle di "My name is Tanino" e "Caterina va in citta", oltre ad essersi occupato del casting, selezionando i ragazzi di "Ovosodo"  e le alunne di "Caterina va in cittá".
Con questa esperienza alle spalle non gli deve essere stato difficile scovare Gabriella Belisario per il ruolo di Camilla, una 14enne romana estroversa e spigliata, l'adolescente
di famiglia ricca, in vacanza ad Orbetello, con una missione per l'estate: baciare un ragazzo.  Mitomane, con l'ossessione del sovrappeso, Camilla è un personaggio piuttosto odioso, ma il regista è
convinto che il pubblico s'affezionerá alle sue vicende. Adelmo/Jacopo Petrini, ragazzo povero di paese che pulisce la piscina della villa di famiglia di Camilla, è la sua preda.
"Ho vissuto da adolescente le vicende sentimentali di quell'etá, ero tormentato, timido e spesso anche un pò pupazzo in mano delle ragazze. Come Adelmo che sembra tonto e forse è solo misterioso" dice Carlo Virzì.
A fare da corollario alla vicenda una serie di adulti, con i loro difettucci che non faticano a saltare all'occhio.Il padre (Andrea Renzi) si fa chiamare ingegnere ma è solo un geometra in affari con grandi imprese, la madre (Laura Morante) nullafacente, tutta presa dall'idea di scrivere le sue memorie, 'La mia vita'. Non andrá oltre le tre pagine. E poi c'è lo psicoterapeuta infantile famoso in tv - vien da chiedersi: sarà mica Crepet? - padre dell'amica di Camilla,  e poi un dottorino della Usl di Orbetello, interpretato da Neri Marcorè.
La quinta edizione del festival di Alba ha preso il via con un omaggio a Jerry Schatzberg, fotografo e regista. All'autore sono dedicate una mostra fotografica e una retrospettiva completa, presentate in contemporanea ad Alba (dal 31 marzo) e al Museo Nazionale del Cinema di Torino (dal 4 aprile).
Berlino: dalla parte degli emarginati

La 56ma edizione del festival, conclusasi il 19 febbraio scorso, molto radicata nel presente,  era stata definita ancor prima di iniziare una rassegna "politica" dal suo stesso direttore Dieter Kosslick. La cruda attualità dei conflitti che in questi anni hanno sconvolto il mondo (e continuano a farlo) sono stati al centro anche del verdetto della giuria, presieduta dall'attrice francese CharlotteRampling. Una giuria rigorosa, che ha mostrato di non fare lo struzzo di fronte a temi scottanti e ha accolto in un certo senso l'invito metaforico di alcuni cineasti in concorso a schierarsi con gli emarginati e i perdenti della storia.

Guantanamo e Iran, la Berlinale nel segno dell'impegno civile
Quello che Michael Moore aveva fatto a Cannes 2004 con "Fahrenheit 9/11", a Berlino 2006  l'ha fatto Michael Winterbottom con "The Road to Guantanamo" . Insomma stessa scossa di adrenalina scrive  "Variety"  a proposito del film del regista inglese in concorso. Sarà che finora la sezione in concorso non ha riservato grandi sorprese. Fatto sta che  il film di Winterbottom è stato l'unico a far confabulare tra loro i giornalisti a fine proiezioni martedì, sempre stando a "Variety".
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