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24/03/2006
di Sabina Prestipino

Moretti a Cannes?

"Il Caimano" di Nanni Moretti, in uscita nelle sale venerdì 24 marzo, potrebbe essere in lizza per la Palma d'Oro. La 59ma edizione del festival di Cannes, che quest'anno si svolge dal 17 al 28 maggio, oltre al film italiano con Silvio Orlando, Margherita Buy e Jasmine Trinca dovrebbe anche preentare la commedia di Pedro Almodovar, "Volver" con Penelope Cruz, "Inland Empire" di David Lynch e "The Wind That Shakes the Barley" di Ken Loach.
Tra i titoli selezionati per il concorso potrebbe esserci anche il film di Sofia Coppola su Maria Antonietta con Kirsten Dunst. Tra glia utori attesi sulla Croisette a maggio va ancora citato Aki Kaurismaki con "Lights in the Dusk". Sono inoltre trapelati altri titoli di film, ma non è dato sapere in quale sezione verranno presentati. Per ora si fanno i nomi di: "Pan's Labyrinth" di Guillermo del Toro, "The Climate" del regista turco Nuri Bilge Ceylan , "Shortbus" di John Cameron Mitchell, "Indigenes" di Rachid Bouchareb e "The Queen" di Stephen Frears.
E ci sarebbe anche una lista di assenti illustri: Woody Allen, la sua commedia, «Scoop» con Scarlett Johansson non è ancora pronta. E inoltre sulla Croisette non passeranno: Margarethe von Trotta "I Am the Other Woman" e Emir Kusturica con il suo documentario su Maradona.
A inaugurare il festival "Il Codice Da Vinci".
Berlino: dalla parte degli emarginati

La 56ma edizione del festival, conclusasi il 19 febbraio scorso, molto radicata nel presente,  era stata definita ancor prima di iniziare una rassegna "politica" dal suo stesso direttore Dieter Kosslick. La cruda attualità dei conflitti che in questi anni hanno sconvolto il mondo (e continuano a farlo) sono stati al centro anche del verdetto della giuria, presieduta dall'attrice francese CharlotteRampling. Una giuria rigorosa, che ha mostrato di non fare lo struzzo di fronte a temi scottanti e ha accolto in un certo senso l'invito metaforico di alcuni cineasti in concorso a schierarsi con gli emarginati e i perdenti della storia.

Guantanamo e Iran, la Berlinale nel segno dell'impegno civile
Quello che Michael Moore aveva fatto a Cannes 2004 con "Fahrenheit 9/11", a Berlino 2006  l'ha fatto Michael Winterbottom con "The Road to Guantanamo" . Insomma stessa scossa di adrenalina scrive  "Variety"  a proposito del film del regista inglese in concorso. Sarà che finora la sezione in concorso non ha riservato grandi sorprese. Fatto sta che  il film di Winterbottom è stato l'unico a far confabulare tra loro i giornalisti a fine proiezioni martedì, sempre stando a "Variety".
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