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16/11/2005
di Sabina Prestipino
Chabrol racconta "L'ebrezza del potere"
Doveva intitolarsi la "Comedie du pouvoir" e invece sarà "L'ivresse du pouvoir" (L'ebrezza del potere). L'ultimo film di Chabrol in Francia uscirà il 21 febbraio 2006 e con tutta probabilità passerà alla prossima edizione del Festival di Berlino, sempre in febbraio.
A dare queste anticipazioni è lo stesso cineasta, di passaggio a Torino, dove l'ex Cinema Giovani (11-22 novembre 2005) gli ha dedicato una retrospettiva completa.
Interpretato da una delle sue attrici feticcio, Isabelle Huppert, "L'ivresse du pouvoir" si ispira ad una storia vera, accaduta in Francia nel decennio scorso. Si tratta dello scandalo petroli che coinvolse la Elf. La Huppert nella finzione è il giudice istruttore del processo. "Il film si domanda fino a che punto una persona possa essere disposta a sacrificare se stessa per portare avanti ciò che le appare come una missione".
La donna realmente esistita interpretata da Isabelle Huppert si buttò a capofitto nella vicenda, fino a perdere, nel vero senso della parola, il marito. Questi infatti sentendosi quasi tradito dalla causa si suicidò gettandosi dalla finestra. Nella finzione il consorte della Huppert rimane solo ferito. "Sono un sentimentale" ironizza Chabrol, che non ha voluto farlo morire.
Icona vivente della Nouvelle Vague, Chabrol nel 2007 festeggerà il mezzo secolo di carriera da regista, inaugurata proprio nel 1957 con "Le beau Serge". E lui come molti suoi colleghi della Nouvelle Vague fu anche critico. Anzi l'attività di critico non l'ha affatto abbaondanata. Nel suo ultimo libro "Laissez moi rire!" Chabrol stronca il "Gattopardo" di Visonti senza appello, così come "Morte a Venezia" gli risulta insopportabile. Di Visconti salverebbe solo "La terra trema". Nella black list del maestro francese un posto particolare tocca a "Guerre Stellari", come esempio di cinema antitetico al suo. "Preferisco avere uno sguardo non ridondante sulle cose - afferma Chabrol, che privilegia una visione da microscopio, più che da telescopio. E rincara la dose: il film di George Lucas "rappresenta una visione telescopica di una storia che potrebbe tranquillamente essere ambientata in una famiglia torinese".
E quando parla del nostro cinema afferma: "adoro Stefania Sandrelli e mi dispiace averla diretta in un film che alla fine è risultato piuttosto brutto". Il film in questione  è "Profezia di un delitto". Agli iper intellettuali Vallan-Turigliatto, la coppia che dirige il festival, non è venuto in mente di improvvisare un incontro  alla "Carramba che sorpresa!"? La Sandrelli proprio ieri ha debuttato in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino con "Un'ora e mezza di ritardo".  Un incontro estemporaneo tra questi due mostri sacri sarebbe proprio da leccarsi i baffi.
Stresa crocevia tra cinema e letteratura
genesis
Tre i riconoscimenti che verranno conferiti a Stresa: il Premio alla letteratura , ad Agustina Bessa-Luìs,scrittrice portoghese di cui ben sei romanzi sono stati trasposti in film dal regista Manoel De Oliveira; il Premio al cinema , a Michele Placido per “Romanzo criminale”, ispirato dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo; il Premio speciale alla critica , al decano Gian Luigi Rondi.
 
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