| Sono le attrici a dominare la scena a Toronto |
La più bella definizione del festival di Toronto, che chiude i battenti il 17 settembre, l'ha data l'Ansa. Toronto è un cocktail molto ben calibrato di
mondanitá e cinefilia, mercato e ghiotte anteprime per paparazzi. E aggiungiamo noi: sarebbe bello che la Mostra del Cinema di Venezia - sempre che si prefigga tra i suoi obiettivi un futuro da araba fenice - copi la ricetta.
Il 30mo festival di Toronto si conferma una delle vetrine mondiali più rilevanti: è qui che le major schierano i loro cavalli migliori in vista delle nomination agli Oscar. E quest'anno gli esperti dicono che tra le pellicole presentate a Toronto sarà "Capote" a fare incetta di nomination. Nella migliore tradizione del biopic, che tanto spopola oltreoceano, "Capote", firmato da Bennett Miller narra le vicende dello scrittore Truman Capote. Non si tratta della sua biografia per intero, ma solo degli anni che egli trascorse a scrivere il suo romanzo "A sangue freddo".
E' sempre a Toronto che l'industria si confonde con il cinema indipendente, è qui che critici e addetti ai lavori arrivano in tutta fretta quando ancora non si sono spenti i riflettori al Lido. E' un crocevia di cinematografie di tutti i paesi Toronto e persino il nostro cinema in Canada ha i suoi giorni di celebrità.
E quest'anno sono state le donne le mattatrici della scena: Madonna, Gwyneth Paltrow ("Proof"), Charlyze Theron ("North Country"). La stampa nordamericana ha messo nella sua top list anche la nostra Valeria Golino, a Toronto per il film di Antonio Capuano "La Guerra di Mario". Quello della Golino è un ritorno al festival, dove tre anni fa aveva presentato "Respiro" di Emanuele Crialese.
Ma nelle battute finali del festival altre sono state le protagoniste: Cameron Diaz ("In her shoes") che divide la scena con Toni Collette e la veterana Shirley McLaine che, alle prese con i giornalisti, ha dato dei punti alle sue giovani colleghe .
"In her Shoes" era una delle pellicole più attese al festival. Curtis Hanson, regista e sceneggiator di "L.A. Confidential", Ha imbastito una saga familiare tutta al femminile con protagoniste due sorelle diversissime. L'unica cosa che accomuna le sorelle Cameron Diaz e Toni Colette è il numero di scarpe, il film si traduce in un inno alle virtú familiari declamate a gran voce da una nonna scapestrata, interpretata da Shirley McLaine, da anni lontana dalle scene.
"Non si tratta di un film sulle donne e non è una commedia leggera come può apparire alla prima occhiata - dice la McLaine - E' una lezione sulla vita che vale la pena di vivere e per il mio personaggio ho scavato proprio su queste sensazioni, sulla riscoperta dei sentimenti che la mia terribile nonnina compie a vantaggio delle sue litigiose nipoti"
Sul suo futuro la McLaine: "Non vi libererete di me tanto presto, ho un sacco di cose da dire e Hollywood ha imparato ad accettarmi. Anche come nonna".
Una nonna davvero in forma smagliante e fuori dagli schemi.
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| E a Toronto arriva l'impegno civile |
| E' neozelandese la regista Niki Caro, che in questi giorni al festival di Toronto, con "North Country", ha catalizzato l'attenzione dei critici a caccia di novità tra le pellicole arrivate da Venezia. Il film della Caro tocca temi delicati. "E' un film sui diritti umani e civili" ha detto la regista al Toronto Film Festival, assieme all'interprete principale Charlize Theron. |
| Grandi ospiti e anteprime nel segno del Noir |
Dal vincitore del Premio Raymond Chandler, lo scozzese Ian Rankin al nuovo Maigret, Sergio Castellitto, dalla dark lady Deborah Kara Unger al re del thriller italiano Giorgio Faletti. E poi ancora Maya Sansa e Luigi Lo Cascio, Bebo Storti e Carlo Lucarelli, Gabriele Salvatores e Davide Ferrario.Sono alcuni degli ospiti del COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL che si è inaugurato il 7 dicembre. |
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