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16/09/2005
di Sabina Prestipino
E a Toronto arriva l'impegno civile
E' neozelandese la regista Niki Caro, che in questi giorni al festival di Toronto  ha catalizzato l'attenzione dei critici.
Molti dei film passati al festival canadese, che si è inaugurato l'8 settembre, sono reduci dal Lido di Venezia, e quindi la stampa internazionale li ha già in parte metabolizzati. I critici dunque sono a caccia di novità e  hanno accolto positivamente "North Country", presentato in prima mondiale.
Il film della Caro, alla sua quarta prova da regista, nota più che altro per "La ragazza delle balene", tocca temi delicati.  "E' un film sui diritti umani e civili" ha detto la regista al Toronto Film Festival, dove ha presentato la pellicola  assieme all'interprete principale Charlize Theron, premio Oscar per "Monster"  e ai comprimari maschili Woody Harrelson e Sean Bean.
La storia è quella di una madre single, vittima di abusi sessuali, che con alcune colleghe si schiera contro i responsabili di una industria mineraria. E non paga di tutto ciò, come nella migliore tradizione americana, sarà anche protagonista di una di quelle "class action" che fanno storia nella giurisprudenza Usa. Non a caso il film doveva intitolarsi "Class action" dal libro di Clara Bingham e Laura Leedy Gansler ("Class Action: the story of Lois Jenson and the landmark case that changed sexual harassment law").
Un'altra prova d'attrice per Charlize Theron, a cui, dopo "Monster", tocca ancora una volta imbruttirsi. " Josey è una donna come tante che ha frequentato le scuole superiori, ha avuto dei figli e ha una grande forza di carattere che tira fuori quando qualcuno vuole sfregiarle l'anima. Non è un'altra brutta anzi, secondo me, è una persona graziosa che si è lasciata andare per i troppi colpi ricevuti" Ci tiene a sottolineare l'attrice sud africana.
Nella finzione la Theron è Josey Aimes. Un matrimonio fallito alle spalle, ma tanta voglia di rifarsi una vita nel Nord del Minnesota lavorando in una miniera per poter avere i soldi sufficienti per crescere i suoi due figli. Trova lavoro incoraggiata dalla sua amica Glory (interpretata da Frances McDormand, moglie di uno dei fratelli Coen, la protagonista di "Fargo").
Come si può ben immaginare, il lavoro da minatrice è pesante,  ma molto peggio sono le molestie dei colleghi "maschi". Nel tentativo di cambiar le cose, Josey non esita ad andare anche contro il parere dei genitori (la mamma è Sissy Spacek). O contro le compagne di lavoro, che temono di perdere il lavoro.  
Naturalmente il tema della class action ha suscitato subito il ricordo di Erin Brockovich, ma i due personaggi non sono così simili.
«Josey è rimasta per molto tempo chiusa in sé stessa ma poi ha tirato fuori tutta la sua forza e ha combattuto per un diritto civile pagando un caro prezzo. Tutta la storia ruota sul suo corpo. Questo è quello che mi ha affascinato», dice Charlize Theron.

Sono le attrici a dominare la scena a Toronto
tim burton
La più bella definizione del festival di Toronto, che chiude i battenti il 17 settembre, l'ha data l'Ansa. Toronto è un cocktail molto ben calibrato di
mondanitá e cinefilia, mercato e ghiotte anteprime per paparazzi. E aggiungiamo noi: sarebbe bello che la Mostra del Cinema di Venezia  - sempre che si prefigga tra i suoi obiettivi un futuro da araba fenice -  copi la ricetta.
 
Grandi ospiti e anteprime nel segno del Noir
Dal vincitore del Premio Raymond Chandler, lo scozzese Ian Rankin al nuovo Maigret, Sergio Castellitto, dalla dark lady Deborah Kara Unger al re del thriller italiano Giorgio Faletti. E poi ancora Maya Sansa e Luigi Lo Cascio, Bebo Storti e Carlo Lucarelli, Gabriele Salvatores e Davide Ferrario.Sono alcuni degli ospiti del COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL che si è inaugurato il 7 dicembre.
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