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22/07/2005
di Mattia Nicoletti
Locarno 2005
Il 2005 è un anno importante per il Festival di Locarno che si svolgerà nella città svizzera dal 3 al 13 agosto. E'un anno che chiude un ciclo, quello quinquiennale della direzione artistica di Irene Bignardi, che ha deciso di lasciare la rassegna per un periodo di riposo e di riflessione.

L'ultimo Festival di questa direzione, che ha portato all'attenzione del pubblico molti autori oggi di fama internazionale, dunque, potrebbe riservare diverse sorprese. Fra tutte, una personale su Orson Welles (quale modo migliore di concludere) coadiuvata da incontri con alcuni collaboratori del grande regista, e una proiezione di Nashville in Piazza Grande per il trentennale del capolavoro di Robert Altman.

Il periodo scarno di produzioni d'autore importanti, e l'impossibilità di portare Blockbuster hollywoodiani (anche per ridurre i problemi legati pirateria) ha infatti impegnato notevolmente la direzione artistica nella visione dei film da selezionare. Il numero dei film che sono stati vagliati ha superato i 1.200 provenienti da 77 paesi. Questa particolare situazione ha comunque consentito di rafforzare l'impegno di Locarno nel proporre un cinema alternativo a quello della distribuzione tradizionale propensa ai film di cassetta.

Tre sono i temi del festival che possono essere individuati: Il personale, il sociale e il fantastico. Quest'ultimo, nella sua dimensione onirica, è espressione tipica di un mondo che si interroga sul proprio futuro, a dimostrare come Locarno sia sempre attento alle nuove tendenze.

 

Film ed eventi segnalati:

The Piano Tuner of earthquakes dei fratelli Quaye

Alla vigilia del matrimonio, una bellissima cantante d'opera viene misteriosamente rapita dal malvagio Dr. Droz che la vuole trasformare in un usignolo meccanico. Fiaba dark dei visionari Quaye Brothers, con la produzione esecutiva di Terry Gilliam.

Mirrormask di Dave McKean

Il sogno di una quindicenne che immagina un mondo in cui due reami si affrontano e una regina malata può essere salvata solo dal ritrovamento di una maschera molto particolare. La fantasia si confonde con la realtà.

La Guerra di Mario di Antonio Capuano

Il difficile percorso di Mario, un problematico bambino affidato a una famiglia di quarantenni. Dal regista di “Pianese Nunzio 14 anni a Maggio” una riflessione su vite distanti che talvolta finiscono per toccarsi.

 The Rising di Ketan Mehta

La Bollywood epica con il timbro dell'autore di “Lagaan” narra la prima ribellione indiana al colonialismo inglese.

Voices of Iraq di Angelo Loy

Proiettato all'interno del “Human Rights Program”, la sezione del festival dedicata ai diritti umani, questo documentario ha la particolarità di essere stato girato dai cittadini iracheni.

Nashville di Robert Altman

Un'occasione imperdibile per vedere sullo schermo di Piazza Grande, uno dei capolavori assoluti del cinema. La vera America in scena, con la magica mano di Robert Altman.

Concorso Video

Come sempre la sezione dedicata alle opere in video regala curiosità e piccoli gioielli. Fra questi si fanno notare “Haze” di Shinya Tsukamoto (Tetsuo, Snake of June) e “Co/ma” di Mike Figgis (Leaving Las Vegas, Stormy Monday)

Consegna Pardi d'onore

Abbas Kiarostami

Terry Gilliam

Wim Wenders


Grandi ospiti e anteprime nel segno del Noir
Dal vincitore del Premio Raymond Chandler, lo scozzese Ian Rankin al nuovo Maigret, Sergio Castellitto, dalla dark lady Deborah Kara Unger al re del thriller italiano Giorgio Faletti. E poi ancora Maya Sansa e Luigi Lo Cascio, Bebo Storti e Carlo Lucarelli, Gabriele Salvatores e Davide Ferrario.Sono alcuni degli ospiti del COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL che si è inaugurato il 7 dicembre.
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