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18/11/2004
di Vera Brozzoni
Londra l'ultima spiaggia cinematografica
Ben sedici giorni di proiezioni, dal 20 ottobre al 4 novembre 2004. E' il 48esimo London Film Festival patrocinato dal Times e dal British Film Insitute, che il il pregio-difetto di costituire una "ultima spiaggia" dove recuperare molti dei film che lo spettatore ha eventualmente perso ai precedenti festival europei quali Cannes, Locarno e Venezia. Tuttavia questo si traduce in una scarsa originalità del menu complessivo, che brilla più per i cortometraggi, i balzi nell'avanguardia e i classici recuperati dagli archivi del BFI che non per i lungometraggi in lizza per i vari awards.Il LFF non ha un "suo" premio ma vari premi collaterali; più il Sutherland Trophy, assegnato da Sandra Hebron, direttrice artistica del festival, una sorta di Bignardi d'oltremanica più brava dell'originale
Quest'anno il Sutherland Trophy è andato al bellissimo Tarnation di Jonathan Caouette, sorta di videocronaca della vita dell'autore girata nel lasso di vent'anni con diversi supporti; al centro si staglia il complesso rapporto fra Jonathan e la madre. Il presidente della giuria Fipresci, il grande Michel Ciment, ha invece assegnato il suo premio al belga Aaltra di Gustave Kervern e Benoit Delepine, commedia acre e su sedia a rotelle. Dal cielo è infine scesa la mano di Anthony Minghella, presidente del BFI, per l'opera prima socialmente impegnata A way of life di Amma Asante (UK Film Talent Award), per lo sconvolgente e magistralmente interpretato The woodsman di Nicole Kassell con Kevin Bacon (Satyajit Ray Award) e per il corto Nits di Harry Wootliff (TCM Classic Short Award).

A dare il via alle danze è stato Vera Drake, recentemente premiato a Venezia e che ha suscitato clamori anche nel coloratissimo pubblico londinese, dopodiché sono seguiti My summer of love di Pawel Pawlikowski, un coraggioso e delicato Bildungsroman con ottime attrici, e soprattutto il nostro Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino. A fine giornata chi scrive si rende già conto della fatica fisica che i malcapitati cinefili devono subire: arrivare al National Film Theatre, fare la coda ogni mattina per avere il Press Pass giornaliero, prenotare i biglietti per il giorno dopo, guardare il film prescelto e poi schizzare verso Leicester Square, attraversando il Tamigi lungo l'Hungerford Bridge e salutando di sfuggita l'ammiraglio Nelson, verso il cinema Odeon a vedere altri film. Il tutto gratis fino alle 17, quando il Pass cessa i suoi poteri magici e anche ai giornalisti tocca pagare il biglietto d'ingresso: 8 sterline!
Le quali offrono alcune indiscutibilmente ottime visioni, come il documentario Chisholm '72 di Shola Lynch dedicato a Shirley Chisholm, la prima (e unica?) donna nera a gareggiare per le elezioni presidenziali in USA - ci sarebbe bisogno di lei ora. Onore anche a Strange Days, raccolta di corti fantascientifici di buona qualità media, ognuno con la sua originalità e la sua precisa poetica; per tacere dei classici On the waterfront (Fronte del porto) e Pal Joey e dei capolavori orientali Vital di Shinya Tsukamoto e Tropical Malady di Apichatpong Weerasethakul. Sabato 23 c'è anche Jonathan Demme ad incontrare il pubblico ma la folla è tale che entrare è fuori discussione. Domenica 24 è in arrivo un'altra star: il direttore della fotografia Tim Orr, osannato dal pubblico inglese per il suo lavoro in Dandelion di Mark Milgard e nei lavori di David Gordon Greene; la comunanza di intenti e di sensibilità con quest'ultimo è al centro della lunga masterclass tenuta da Orr, un talento unico per carpire il valore della luce naturale. Intanto scorrono il suggestivo Strings di Anders Ronnow Klarlund fatto tutto di marionette e il curioso Touch of pink di Iqbal Rashid, in cui Kyle MacLachlan interpreta il fantasma di Cary Grant che offre consigli di outing al giovane protagonista.
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A Firenze vincono le ricamatrici della Faucher

Palmares equo, ma piuttosto scontato.
A France Cine'ma vince Brodeuses (Ricamatrici) di Eléonore Faucher, reduce dai clamori sulla Croisette.
Grande successo di pubblico per questa diciannovesima edizione, che ha visto le sue punte di diamante nella retrospettiva di Truffaut e negli ottimi titoli proposti in concorso.
Gilles Jacob (foto), Claude Jade e Claude Rich, tra gli ospiti della rassegna.

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