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| Io, l'altro |
Coraggiosa č stata la scelta di girare quasi tutto il film sul peschereccio, mostrando nient'altro che i visi dei protagonisti, il cielo e il mare. Sebbene non avremmo sopportato pių degli ottanta minuti del film, "Io, l'altro" resta un progetto lodevole e un film comunque interessante, che ci costringe a riflettere e a guardarci dentro.
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| Sunshine |
E se il Sole smettesse di splendere?
Siamo nel 2057. Le giornate sono irradiate da una pallidissima luce che uccide i colori e la vita. Il Sole sta morendo e con lui anche qualsiasi prospettiva di sopravvivenza per la Terra. L'ultima pellicola di Danny Boyle parte da questa premessa.
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| Quello che gli uomini non dicono |
Sette personaggi, sette vite che si intrecciano, sette uomini che combattono una lotta contro se stessi: da qui parte e qui ritorna "Quello che gli uomini non dicono", il nuovo film di Nicole Garcia.
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| Maradona, la mano di dios |
'O re: questo è il nome con il quale Napoli ha acclamato per tanti anni Diego Armando Maradona, il più grande e controverso calciatore di tutti i tempi.
Ma la storia di quest'uomo, divenuto per i napoletani un eroe, un santo, un dio in terra, il simbolo di un riscatto sociale ed economico reso possibile dall'unione di genialità e passione, comincia molti anni prima.
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| Anticipazioni: Se a lanciarsi in un "Liscio" è Laura Morante |
"Liscio" acconta una storia semplice e delicata: buoni sentimenti e piccoli e grandi dispiaceri all'interno di un difficile rapporto tra una madre ancora immatura e un figlio già troppo cresciuto per la sua età. Laura Morante si trova coinvolta in molte performance canore in stile balera, anche se, a dirla tutta, la sua immagine sofisticata (nonostante l'aiuto di trucco e costumi…) è ancora lontana dal rappresentare la vera cantante di liscio.
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| Alla ricerca della felicità |
Storia esemplare sceneggiata senza guizzi da Steven Conrad, che già l'anno scorso aveva scritto un film sugli improvvisi cambiamenti nella vita di un uomo, «The weather man» con Nicolas Cage. E il risultato sarebbe stato sostanzialmente uguale, cioè di confezione professionale, se la Columbia non avesse deciso di puntare su Gabriele Muccino per la regia.
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| Il 7 e l'8 |
Straordinario esempio di commedia all'italiana trapiantata nei giorni nostri, "Il 7 e l'8" è il nuovo film firmato da un inedito trio, la coppia Ficarra & Picone e Giambattista Avellino.
I due comici siciliani, oltre che registi anche attori protagonisti della pellicola, danno vita ad un insieme esilarante di gag in perfetto equilibrio con una vicenda dai toni delicati
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| La mia super ex ragazza |
Unico difetto il ritmo che a tratti perde qualche colpo, facendo abbassare talvolta il livello di attenzione dello spettatore. A conti fatti, comunque, un film divertente e surreale che assolve pienamente il suo compito. |
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| AZUR E ASMAR |
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Gli ingredienti per affascinare grandi e piccini sembrano esserci tutti: il contrasto tra Islam e Occidente, l'animazione stilizzata, i colori sgargianti in perfetto stile orientale, lo studio accurato dell'iconografia araba si sommano armoniosamente alla trama avvincente e, al contempo, delicatamente poetica. Questa è la nuova uscita di Ocelot, autore di Kirikù e la strega Karabà (1998).
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| La stella che non c'è |
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La classe operaia torna sul grande schermo per merito di Gianni Amelio. Il regista calabrese conferma di essere un acuto osservatore della realtà contemporanea e trova lo spunto di partenza nel bel libro di Ermanno Rea "La dismissione", che lui stesso ha sceneggiato con intelligenza assieme a Umberto Contarello.
Anche questa volta il regista di San Pietro Magisano segue il suo protagonista in un viaggio, non importa se questo viaggio lo porta alla meta, ma ci comunica un altro toccante viaggio d'emozione.
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| Le vite degli altri |
| La raggelante "normalità" di un sistema dittatoriale è resa alla perfezione nel severo e calibrato film d'esordio di Florian Henckel von Donnersmarck, "Le vite degli altri", che ha il coraggio di affrontare un doloroso capitolo della recente storia tedesca. La sceneggiatura, meticolosamente scritta dallo stesso regista, descrive infatti con pochi tocchi di impressionate precisione la grigia esistenza nella Germania Est, la Ddr, all'epoca del blocco sovietico. |
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| Edmond |
Progetto interessante, ma la commistione teatro-cinema non riesce appieno. Il film è lento, il ritmo va a singhiozzi.
Se non fosse per l'ottima colonna sonora e lo straordinario talento del protagonista William H. Macy, qui impegnato in una delle sue migliori interpretazioni, sarebbe difficile vederlo. |
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| Nero bifamiliare |
Primo lungometraggio di Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino. Commedia nera, divertente e graffiante, cinica e ironica, ben scritta dal duo Zampaglione-Gentile e supportata da un bel gruppo di attori di talento che hanno fatto decisamente la differenza. |
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| Uno su due |
Forse non è una semplice coincidenza che due film italiani mettano in evidenza un timore che sembra essere alquanto diffuso: quello di una pressante incertezza nel futuro. Sia in "Uno su due", infatti", che in "Saturno contro" di Ferzan Ozpetek, i protagonisti, ancora giovani, vengono colpiti da malori improvvisi.
Ma è anche uno strumento narrativo per scoprire sotto nuove angolature i valori della vita. |
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| Saturno contro |
Questa volta non c'è una sovrastante figura femminile che scopre nuove realtà o antiche verità.
In "Saturno contro" prevalgono nettamente la coralità dell'insieme e il tempo presente. La perdita imprevedibile getta nel dolore una comunità di carissimi amici dove la rielaborazione del lutto va al di là della riproposizione all'italiana del "Grande freddo" |
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| Scoop |
E se “Match Point” riportava in auge i canoni etici e drammatici del Woody Allen di “Crimini e misfatti”, invece “Scoop” fa ritrovare il più consueto Woody brillante commediante, pur in una vicenda gialla con un pizzico di thiller ma con una netta prevalenza di divertimento. |
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| Nuovomondo |
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Considerato il vincitore morale dell'ultima Mostra di Venezia, dove è stato acclamato e ha conquistato uno speciale Leone d'argento come "Rivelazione", "Nuovomondo" è stato scelto per rappresentare l'Italia nella corsa all'Oscar. Un'investitura che Emanuele Crialese aveva sfiorato nel 2002 con "Respiro".
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| As you like it |
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Dopo sei anni trascorsi a fare esclusivamente l'attore, Kenneth Branagh torna alla regia per rinnovare la sua ideale affinità con Shakespeare. "As you like it" è la quinta trasposizione scespiriana del quarantaseienne cineasta di Belfast ed è la prima in cui non riserva per sé nemmeno un piccolo ruolo, dedicandosi a direzione e sceneggiatura, per altro fedelissima al testo originale.
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| Gli Innocenti |
Dopo "La panchina" e "L'eredità", Per Fly presenta "Gli innocenti", l'ultimo capitolo della trilogia che lo ha visto impegnato negli ultimi anni a descrivere la società danese attraverso le differenti classi sociali. Questo film, oltre a confermare il noto talento dell'autore, fornisce l'ennesima prova della validità della scuola sviluppatasi in Danimarca. |
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| Borat |
Misoginia, antisemitismo, discriminazione, cattiveria trasudano da ogni minuto del film. Ma non graffiano, non fanno male. Magari fanno sorridere le numerose situazioni imbarazzanti, a volte strappano una risata. Alla lunga forse annoiano.
Perché, con ogni probabilità, scostando il velo della commedia dissacrante non c'è molto di più da scoprire, né scottanti tematiche sociali da analizzare sotto la lente del politically incorrect. |
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| "L'albero della vita" il ritorno di Aronofsky |
Film a tratti contorto a tratti banale, troppo altisonante e forse non così comunicativo come avrebbe desiderato il regista, "L'albero della vita – The Fountain" non convince fino in fondo e, dopo "Requiem for a dream", (2000) l'aspettativa che circondava Aronofsky purtroppo è stata delusa. |
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| Quale amore |
Da ammirare l'intenzione del regista, ma poco apprezzabile il risultato finale: i dialoghi improbabili appiattiscono l'intensità della storia, la recitazione non adeguata dei protagonisti (soprattutto Pasotti) stride con la forza dei sentimenti che si vorrebbero trasmettere, la mancanza di ritmo di certo non aiuta. |
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| The queen |
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Stephen Frears ha affrontato di petto il rischio di portare sul grande schermo una vicenda reale e recente, con quasi tutti i protagonisti ancora viventi, realizzando un encomiabile esempio di commistione tra la ricostruzione cinematografica e la verità documentaristica, che ha riscosso vibranti applausi all'ultima Mostra di Venezia. |
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| Slevin |
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Nel più puro stile dei thriller contemporanei, da "I soliti sospetti" in poi, nulla o quasi è quel che sembra e il finale riserva una cospicua dose di colpi di scena. Ma i patiti del thriller possono trovare la chiave della trama guardando con attenzione l'eccellente prologo, affidato a un racconto dell'insinuante Goodkat che teorizza la "mossa Kansas City", cioè quell'impianto che distrae l'attenzione dal reale contenuto per riservare di nuovo sorprese alla fine.
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