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24/11/2006
di Marzia Apice

La mia super ex ragazza

Non esiste niente di più banale del fidanzarsi e del successivo lasciarsi. Subito dopo si ricomincia a cercare un nuovo incontro, e così via, fino a che non si presenta la persona giusta a reclamare il proprio posto nella nostra vita.

Capita a tutti. E' nel naturale ordine delle cose.

La questione forse potrebbe diventare un po' più complicata se per caso si avesse la fortuna/sfortuna di scegliere come fidanzata una donna del tutto particolare, una sorta di wonder woman del 2000, dotata non soltanto di superpoteri per aiutare il prossimo, ma anche di un carattere a dir poco aggressivo, geloso e possessivo.

Ma se un giorno si decidesse di lasciarla, dividendo per sempre le rispettive strade, e lei non volesse e, quindi, di conseguenza, diventasse furiosa. Allora il pericolo sarebbe davvero dietro l'angolo.

Questa è in sintesi la trama de La mia super ex-ragazza , il nuovo spettacolare film di Ivan Reitman (quello del mitico Ghostbusters ), in cui una Uma Thurman in grande forma (nevrotica, vunerabile, accattivante, uomo e donna allo stesso tempo) accompagnata dall' ironico e goffo Luke Wilson ci fanno trascorrere due ore spensierate durante le quali può addirittura scappar fuori qualche risata.

La supereroina G-Girl è in grado di salvare il mondo ma, quando ritorna nei panni di Jenny Johnson (il suo "normale" alter ego), non riesce a tenere a bada la sua emotività facendo fuggire a gambe levate l'unico uomo di cui si è innamorata, il povero Matt Saunders, architetto di successo, il quale ha come unica colpa quella di non voler più stare con lei. Il rifiuto è per G-Girl insopportabile, per cui via libera alla vendetta… e il povero Matt dovrà sopportare mille angherie (tradotte in altrettante gustose gag per lo spettatore).

La mia super ex-ragazza centra l'obiettivo, quindi: l'allegria, l'umorismo e una buona dose di sano sarcasmo (non per niente dietro c'è la mano di Don Payne, dissacrante sceneggiatore de I Simpson ) si amalgamano agli straordinari effetti speciali creando un mix davvero godibile.

A questo si aggiunge anche una leggera ma arguta riflessione sulla coppia e sui comportamenti di uomini e donne in materia sentimentale.

Unico difetto il ritmo che a tratti perde qualche colpo, facendo abbassare talvolta il livello di attenzione dello spettatore.

A conti fatti, comunque, un film divertente e surreale che assolve pienamente il suo compito. Le lenti del genere fantastico e della commedia ci restituiscono un'immagine deformata (forse un briciolo maschilista!) della realtà, ma, a guardar bene, neanche troppo.

A chi non piacerebbe avere i superpoteri?

 

 



 


Slevin

Nel più puro stile dei thriller contemporanei, da "I soliti sospetti" in poi, nulla o quasi è quel che sembra e il finale riserva una cospicua dose di colpi di scena. Ma i patiti del thriller possono trovare la chiave della trama guardando con attenzione l'eccellente prologo, affidato a un racconto dell'insinuante Goodkat che teorizza la "mossa Kansas City", cioè quell'impianto che distrae l'attenzione dal reale contenuto.

Notte prima degli esami

Il regista Brizzi proviene da una quinquennale gavetta come sceneggiatore dei film comici natalizi di Neri Parenti, sul Nilo, in India, a Miami, con la coppia Boldi-De Sica. Non è un gran curriculum artistico, si può ben dire, ma certamente è servito a Brizzi per saper discernere tra la crassa battutaccia a effetto e certe regole della commedia che siano almeno garbate e funzionali.

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