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10/11/2006
di Marzia Apice

AZUR E ASMAR

Una storia antica e moderna la favola che Michel Ocelot ha scritto e disegnato per dare vita ad “Azur e Asmar”, il nuovo film d'animazione presentato da Lucky Red alla prima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il film, che ha già ottenuto un ottimo successo di critica e di pubblico in Francia, approda nelle nostre sale.

Gli ingredienti per affascinare grandi e piccini sembrano esserci tutti: il contrasto tra Islam e Occidente, l'animazione stilizzata, i colori sgargianti in perfetto stile orientale, lo studio accurato dell'iconografia araba si sommano armoniosamente alla trama avvincente e, al contempo, delicatamente poetica.

Siamo nel Medioevo: i due fratelli di latte Azur e Asmar, dopo essere cresciuti insieme in Francia, vengono separati. Il primo resta nel continente per essere ricevere un'educazione adeguata al suo rango; il secondo torna con la madre aldilà del mare, in Oriente. Si ritroveranno da adulti quando, naufrago, Azur approderà nella terra di Asmar, per cercare quello che era stato il mito della loro infanzia, la Fata dei Jinns, e liberarla dalla prigionia. Tra mille avventure e personaggi fiabeschi, prende vita una vicenda che fa della diversità un valore (la prima è proprio quella tra Azur, ricco, biondo e con gli occhi azzurri e Asmar, povero e scuro di occhi e di capelli).

La scelta di mantenere in parte la lingua araba accanto al doppiaggio italiano si è rivelata vincente per mostrare la condizione di esclusione in cui viene a trovarsi l'immigrato nel paese straniero ma anche per aggiungere ancora più grazia ed eleganza alle splendide musiche composte dal premio Oscar Gabriel Jared.

Dopo il successo di Kirikù e la strega Karabà (1998), Ocelot propone ancora al suo pubblico la magia di un piccolo sogno animato e di una grande lezione di civiltà, per riuscire magari un giorno a costruire una società finalmente aperta, armoniosa e libera, in cui istanze diverse possano vivere non per forza in conflitto ma nel rispetto reciproco.

E, riflettendo bene, non è poi tanto strano che anche in un cartone animato possa esserci così tanto da imparare, senza dimenticare il divertimento che solo una favola sa dare.



 


Slevin

Nel più puro stile dei thriller contemporanei, da "I soliti sospetti" in poi, nulla o quasi è quel che sembra e il finale riserva una cospicua dose di colpi di scena. Ma i patiti del thriller possono trovare la chiave della trama guardando con attenzione l'eccellente prologo, affidato a un racconto dell'insinuante Goodkat che teorizza la "mossa Kansas City", cioè quell'impianto che distrae l'attenzione dal reale contenuto.

Notte prima degli esami

Il regista Brizzi proviene da una quinquennale gavetta come sceneggiatore dei film comici natalizi di Neri Parenti, sul Nilo, in India, a Miami, con la coppia Boldi-De Sica. Non è un gran curriculum artistico, si può ben dire, ma certamente è servito a Brizzi per saper discernere tra la crassa battutaccia a effetto e certe regole della commedia che siano almeno garbate e funzionali.

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