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22/12/2005
di Sabina Prestipino
Reinas
Donne moderne, volitive, in carriera, ma anche madri alle prese con il matrimonio dei figli e con generi e consuoceri. Sono le regine a cui si riferisce il titolo spagnolo: Ofelia (Bettiana Blum), la madre protettiva e invadente capace di abbandonare i suoi affari in Argentina per trasferirsi con suo figlio a Madrid; Reyes (Marisa Paredes), intollerante ed egoista più preoccupata per la sua carriera di attrice che per il matrimonio di suo figlio; Nuria (Verónica Forqué), donna instabile e un po' promiscua, che con suo figlio si comporta più come amica che come mamma; Magda (Carmen Maura),  ossessionata dal successo professionale e, come dice l'attrice stessa, “la meno materna di tutte le madri” e, per finire, Helena (Mercedes Sampietro), un giudice duro e severo che trova troppo difficile lasciare che la gente s'intrometta nella sua vita privata.
I figli
E anche i loro ragazzi in procinto di sposarsi non se la cavano affatto male: uno è un deputato, un altro architetto, un altro è massaggiatore in una palestra di lusso. Tutti hanno in comune il fatto di essere gay, ma come tutti i maschi, a prescindere dai gusti in fatto di amore, danno moltissimo peso a ciò che dicono le loro madri.
Insomma il regista Manuel Gómez Pereira  ha deciso di aggiungere un nuovo tassello al cinema comico che da sempre si diletta  a declinare il tema del matrimonio. "Abbiamo deciso di rendere i figli omosessuali perché volevamo rappresentare un nuovo fenomeno sociale entrato a far parte della norma”, spiega Manuel Gómez Pereira.
Scritto prima che di matrimoni omosessuali si iniziasse a parlare, in Spagna "ReinasQ" è uscito nell'aprile scorso mentre la legge, che autorizza matrimoni tra persone dello stesso sesso , seppur con uno strascico di polemiche, era in dirittura d'arrivo. “Reinas non è un film opportunista. – mette le mani avanti il regista – E' semmai  un film tempestivo”.
Le Madri
E tempestiva  è stata anche la reazione dell'Associazione famiglie italiane sul film. E dire che la pellicola esibisce meno scene piccanti di certe serie tv che vengono mandate in onda in prima serata.
Equivoci, scenate di gelosia e crisi di nervi, fino al sopraggiungere dell'atteso  lieto fine, sono gli ingredienti della pellicola. I fidanzati convolano a nozze e si forma anche qualche  nuova coppia cosiddetta "normale", con buona pace dell'associazione sopracitata.

 


Broken Flowers
“Broken Flowers” è un film che va lasciato sedimentare e crescere nei ricordi: magari non “esilarante” come strillano le pubblicità, bensì tenero e ironico, il film fa entrare lo spettatore nella vicenda da vicino, con confidenza; al punto che, una volta usciti dalla sala, ci si continua a chiedere di chi mai sarà figlio il fantomatico ragazzo. Le quattro figure femminili (quattro attrici strepitose) sono simboli di altrettante facce dell'America.
Niente da nascondere
Anche i registi tornano sul luogo del delitto. Se poi si tratta di Michael Haneke, c'è da giurare che provi anche un sottile piacere “maso…filmico”. A Cannes ha rischiato di vincere la Palma d'Oro, e per fortuna il suo settimo film "Caché – Niente da nascondere" si è guadagnato l'ambito premio per la miglior regia.
"Niente da nascondere" segue le orme di "Funny Games" (ricordate i videotape riavvolti dal torturatore?), il thriller che rivelò Haneke nel 1997, e si regge su una sceneggiatura mozzafiato, basata su una storiella in fondo senza pretese.
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