| Tim Burton: " Ciò che mi piace della tecnica stop motion è la sua fisicità " |
All'ultimo festival di Venezia l'apparizione di Tim Burton e della compagna Helena Bonham-Carter ha provocato una vera e propria ovazione nel pubblico; "La sposa cadavere", infatti, è stata una delle opere più amate del Festival. La storia, presa in prestito dal folclore popolare russo, è quella di un promesso sposo conteso alla sua amata da una sposa che viene dall'aldilà.
L'umorismo nero e lo stile del cartoon ci riportano alla mente un altro successo animato di Tim Burton "Nightmare before Christmas" del 1993. Anche ne "La sposa cadavere" infatti pupazzi veri vengono mossi impercettibilmente e ripresi su scenografie tridimensionali fotogramma per fotogramma ( stop motion ). Un lavoro lungo e certosino, quello della tecnica "stop motion" che nell'era del digitale può sembrare un po' datato, ma che viene difeso a spada tratta da Tim Burton, uno dei pochi registi-artigiani rimasti. "Ciò che mi piace della tecnica stop motion è la sua fisicità. Anche l'animazione al computer, se fatta bene, è straordinaria. Ma per me è più emozionante stare in mezzo a scenografie ed attrezzi, camminare sulle scene e vedere la luce che illumina degli oggetti reali", si legge nelle note di regia del film.
I personaggi non hanno solo la voce delle star, ma anche le sembianze. Victor, protagonista tenero e imbranato è Johnny Depp, attore prediletto di Burton, che ha registrato negli stessi giorni in cui girava col regista "Charlie e la fabbrica di cioccolato" che ha già avuto un gran successo al botteghino.
La sua amata Victoria è Emily Watson ("Le onde del destino") , la Sposa Cadavere ha le sembianze di Helena Bonham Carter ("Fight Club", "Il pianeta delle scimmie"), sua compagna nella vita.
L'aldilà di Tim Burton è divertente, mentre è il mondo dei vivi ad essere lugubre, e nel finale è messo sottosopra dal ritorno in terra di una brigata di scheletri. Ancora una volta a dare ritmo al film ci sono musiche e canzoni di Danny Elfman, compositore molto amato da Burton, che nel film dà anche la voce a Bonejangles, il capo degli scheletri.
D – perché usa la stop-motion per i suoi cartoon?
R – perché l'effetto sullo schermo ha un effetto quasi tattile; e perché chi si occupa di stop-motion non è solo un tecnico, bensì un artista. La mia maggiore fonte di ispirazione è Ray Harryhausen: neglii anni '50 lui è riuscito ad infondere nei suoi mostriciattoli in stop-motion una grande qualità emotiva.
D – le migliorie tecniche recate negli ultimi anni allo stop-motion hanno fatto salire i prezzi? E' molto costoso realizzare un film come Corpse Bride?
R – al contrario, questo film è costato due terzi in meno del cartoon digitale medio. La tecnica in realtà è rimasta la stessa, ma a differenza di Nightmare stavolta ho girato tutto con una camera digitale.
D – cosa la ha spinto a portare questo film sullo schermo?
R – anni fa un mio amico mi ha raccontato la storia, che pare abbia radici ebraiche; ma in realtà mi aveva già sedotto fin dal titolo!
D – pensa che sia un film per bambini o no?
R – di fronte ai miei film, la gente dice sempre che non sono per bambini, che i bambini si spaventano a guardarli… ma non è vero, anzi, i bambini con cui ho parlato si divertono molto col mio cinema!
D – come ha diviso il lavoro di co-regia con Mike Johnson?
R – Mike si occupava dei problemi giorno per giorno e li risolveva, mentre io supervisionavo l'insieme, e questa collaborazione ha funzionato benissimo. In pratica Mike ha fatto tutto il lavoro e io ho preso tutto il merito!
D – come è nato lo splendido duetto al pianoforte fra Victor e la Sposa?
R – Danny Elfman, il mio compositore abituale, ha prima scritto lo spartito, in modo che poi l'animazione seguisse esattamente quali tasti del pianoforte vengono pigiati. Da questo punto di vista Corpse Bride vanta un'accuratezza inconsueta per un cartoon.
D – come mai ha deciso di dipingere il mondo dei vivi con colori tetri e smorti, mentre il mondo dei morti è colorato e vitale?
R – volevo che la differenza fra i due mondi fosse tematizzata sia narrativamente sia visivamente; nel mondo dei vivi non c'è simpatia, mentre nell'altro mondo sì.
D – c'è un regista italiano che ammira particolarmente e che ti ha ispirato?
R – sicuramente Mario Bava, gran parte delle mie scenografie e del mio lavoro sul colore sono ispirati ai suoi film. .
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