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| FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI LOCARNO |
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I PARDI RUGGISCONO
Quello passato è stato l'anno del cinema indiano, o meglio l'anno in cui l'Occidente ha preso atto che il cosiddetto cinema Made in Bollywood non solo è una realtà solida, un complesso arcipelago di lingue e di generi, ma anche un valido antagonista del cinema americano ed europeo.
E se la regola non vale sempre al botteghino, territorio d'elezione del cinema americano, nei grandi festival internazionali il palmares sembra essere sempre più orientato verso Oriente.
L'hanno dimostrato Matrimonio indiano di Mira Nair, Leone d'Oro all'ultima edizione del Festival di Venezia, ma anche Lagaan di Ashutosh Gowariker, che a Locarno, l'anno passato, ha conquistato il premio del pubblico e che più tardi è stato persino in lizza per l'Oscar come miglior film straniero.
All'inizio di agosto (1-11 agosto 2002) ritorna il festival di Locarno e sembra voler ripartire proprio da quel premio del pubblico 2001.
Una delle sezioni collaterali del festival, diretto da Irene Bignardi, sarà infatti Indian Summer, una carrellata sulla recente produzione cinematografica indiana, una trentina di film dagli anni '70 ad oggi, selezionati da Uma da Cunha.
La retrospettiva, corredata dal volume a cura di Italo Spinelli "Indian Summer, film, filmakers and actors between Ray and Bollywood" ci darà un assaggio del cinema indi, che "viaggia in parallelo e convive con la produzione popolare e commerciale di Bollywood", quella per intenderci che incassa di più al box office. E' sempre Spinelli a spiegare nel suo volume che il box office indiano viaggia su una media annua di cinque miliardi di dollari.
E' un pubblico cinefilo quello su cui punta la retrospettiva, tuttavia le altre sezioni della 55ma edizione del festival di Locarno non lascerà a bocca asciutta anche un pubblico dai gusti meno esotici.
Il pardo d'onore, per esempio, quest'anno va a Sidney Pollack, uno dei registi americani che ha sempre saputo coniugare con straordinaria abilità cinema d'autore e di intrattenimento. Il regista di Come eravamo, Corvo rosso non avrai il mio scalpo, I tre giorni del condor e di tanti film indimenticabili, è anche un valente attore, i più lo ricorderanno nei panni del cinico agente di Dustin Hoffmann in Tootsie, pellicola che firmò anche come regista e ultimamente in Eyes wide Shut, l'ultimo film di Stanley Kubrick.
A questo va aggiunto il suo paziente lavoro di produttore e talent scout. Non solo Pollack ha una sua casa di produzione, la Mirage, a cui dobbiamo pellicole come I favolosi Baker di Steve Kloves, ma è anche tra i fondatori del Sundance Film
Festival, un'icona del cinema indipendente americano, nonché una formula di successo lanciata e studiata con il suo attore-feticcio Robert Redford.
In piazza grande non mancheranno le tradizionali anteprime, in particolare quelle straniere.
Alcune delle pellicole italiane, che avremmo dovuto vedere a Locarno, come Il mio nome è Tanino di Virzì, sono state congelate, in seguito al crac finanziario dell'impero Cecchi Gori.
di Sabina Prestipino
30 luglio
FOTO: THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST di Oliver Parker
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